14/07/2010
Oltre 1.400 partecipanti, 900 imprese rappresentate, 35 esponenti istituzionali di diversi Paesi, dieci organizzazioni internazionali, 200 incontri business to business tra imprenditori che hanno stretto intese per creare nuove imprese o partnership per entrare in nuovi mercati. Queste le cifre del Forum Economico e Finanziario per il Mediterraneo che si e' concluso ieri a Milano.
L'obiettivo prefissato e' l'istituzione di un Centro per le Piccole e Medie Imprese Euromediterraneo, al servizio di tutti i Paesi che hanno già stabilito rapporti bilaterali e intendono incrementare gli scambi commerciali e tecnologici, oltre che di capitale umano e di capitale finanziario.
Un'idea appoggiata e condivisa dal Governo per voce del Ministro degli Esteri Franco Frattini, intervenuto a conclusione dei lavori. Il Ministro ha ricordato come "la rete ha bisogno di un organo operativo, agile, non burocratico, che sia promotore e incoraggi le iniziative a vantaggio reciproco della sponda sud e di quella nord. Il governo - ha concluso - sostiene con forza l'iniziativa".
All'evento e' intervenuta anche la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che ha dichiarato: "Le aziende italiane partecipanti a questo summit sono raddoppiate rispetto allo scorso anno, arrivando a superare le 200 imprese". Lo scopo principale e' quello di creare un mercato unico con i paesi mediterranei, senza dazi e protezionismi, la Marcegaglia ha ribadito: "Lavoriamo in questa direzione. I primi giorni di novembre terremo una missione molto importante nell'area. Chiedo la disponibilità a venire al presidente del Consiglio Berlusconi".
La presidente di Confindustria si e' soffermata poi su dati significativi, sottolineando come la sponda sud del Mediterraneo esprima una ricchezza pari a quella del Brasile e superiore all'India. "Il Mediterraneo attira più investimenti diretti esteri del Mercosur e gioca un ruolo chiave nell'energia" ha asserito.
Nel corso del suo intervento al Panel Infrastrutture del Forum, il presidente di Sace Giovanni Castellaneta ha ricordato anche che il proprio gruppo ha un'esposizione di 3,9 miliardi di euro nei paesi del Mediterraneo, pari all'11% del portafoglio complessivo, dato che conferma il ruolo a sostegno delle imprese italiane che operano nei mercati emergenti.
"Per dimensione, settori di attività e localizzazione geografica - ha detto Castellaneta - le Pmi italiane sono interlocutori privilegiati per i mercati del Mediterraneo".
Forum EuroMed: le Pmi più forti in rete