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Acquisizioni estere per le imprese italiane 19/07/2010

Acquisizioni estere per le imprese italiane


Le piccole aziende italiane si rivolgono ad acquisizioni di piccola taglia, ma con operazioni "mirate" per guadagnarsi un posto di leadership sui mercati mondiali


Acquisizioni estere per le imprese italiane

Riparte la corsa all'estero delle imprese italiane sulle aziende estere, "Sono tutte acquisizioni di tipo industriale, fatte con i soldi propri e non con la leva del credito bancario", dichiara Giovanni Tamburi, presidente e A.D. di Tamburi Investment Partners.
Secondo l'elenco di Kpmg Corporate Finance, vi sono numerose imprese italiane che hanno acquisito aziende estere, ad esempio la San Benedetto ha inglobato l'acqua minerale di Scorze', l'azienda farmaceutica Diasorin di Vicenza ha comprato l'americana Abbot Laboratories, la romana Sigma Tau ha acquistato la statunitense Enzon Pharmaceuticals, queste solo alcune della lunga lista.
Due sono le cause principali che hanno messo in moto lo "shopping" in terra straniera: prezzi bassi e voglia di crescere.
"Invece di investire per delocalizzare o aprire una filiale, si compra a sconto e in un solo colpo si cresce all'estero con ammortamenti a breve, considerati i multipli di valutazione ai minimi", dichiara Tamburi.
Di certo i mercati del futuro sono India, Cina e Brasile, i quali detengono un potenziale di crescita dei consumi tra i più alti al mondo, ma si stanno rivelando anche i più complessi e difficoltosi, a causa della molta concorrenza a livello mondiale.
Giovanni Cavallini, presidente di Interpump, una delle imprese leader nella componentistica meccanica, nella produzione di pompe per applicazioni industriali e nel settore dell'oleodinamica, ha dichiarato: "Entro la fine dell'anno vogliamo comprare e stiamo guardando alla Germania, mercato che contende all'Italia la leadership mondiale nel nostro settore".
Le acquisizioni italiane all'estero sono in numero pari rispetto a quelle estere in Italia, tra questi ultimi soprattutto Francia e Usa acquistano asset italiani grandi, con spietate strategie.
Le piccole aziende italiane invece, si rivolgono ad acquisizioni di piccola taglia, ma con operazioni "mirate" ed oculate, per guadagnarsi un posto di leadership sui mercati mondiali.
Interpump, che ha appena chiuso il bimestre aprile- maggio con una crescita pari al 33%, ha inglobato nel corso degli anni 20 marchi, realizzando l'80% del fatturato all'estero, con vendite in 60 paesi. Cavallini ha asserito che ora l'azienda vuole aumentare i propri fatturati in paesi emergenti come il Brasile.



A cura di : Carolina Caselli


Tags : imprese, estero, mercati, Cina, Brasile, acquisizioni

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