31/03/2011
Stop agli appalti per le imprese che pagano il "pizzo". Lo ha comunicato l' Autorità di vigilanza su contratti pubblici di lavori, servizi e forniture che ha provveduto, a seguito della segnalazione ricevuta dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, a inserire nel proprio casellario i nominativi degli imprenditori segnalati che, per ottenere appalti di pulizie sui treni, hanno pagato il pizzo alla 'ndrangheta senza denunciare le malversazioni alla magistratura. Nel comunicato dell'authority, viene sottolineato che queste imprese non potranno partecipare ad appalti per il periodo di tre anni. La misura e' stata introdotta con il pacchetto sicurezza (legge n. 94) del luglio 2009 e trova ora la prima applicazione
"Interdire la partecipazione agli appalti da parte chi paga il pizzo e' uno strumento formidabile per il contrasto alla criminalità organizzata - ha dichiarato il presidente dell'Authority, Giuseppe Brienza riprendendo le dichiarazioni di oggi del Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso - e l'Avcp farà la sua parte per sostenere le imprese sane e rendere il mercato trasparente e privo di interferenze".
L'Autorità ha emanato inoltre un atto che fornisce chiarimenti sull'applicazione delle sanzioni amministrative alle Società Organismo di Attestazione (SOA) previste dal Regolamento di esecuzione ed attuazione del Codice dei contratti pubblici.
La Determinazione emanata introduce dettagliatamente nuove sanzioni, tra cui la sospensione dell'attività e sanzioni fino a 25.500 o 51.800 euro a seconda della fattispecie a cui si riferiscono.
Le sanzioni previste sono di tre tipi: pecuniarie; provvisoriamente interdittive, cioe' la sospensione dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività di attestazione; definitivamente interdittive, ovvero la decadenza dell'autorizzazione all'esercizio.