03/05/2011
Si e' insediato e ha cominciato i suoi lavori il Comitato per la legalità di Unioncamere. L'organismo, a nome di tutto il sistema delle Camere di commercio, e' incaricato di coordinare le azioni di monitoraggio e le iniziative antiracket e antiusura; intensificare i rapporti con le autorità competenti, anche mettendo a disposizione le informazioni del Registro delle imprese; rafforzare i contatti con l'Agenzia nazionale per i beni confiscati per fornire, grazie ad un Progetto di sistema realizzato in collaborazione con l'Associazione Libera, supporto alle attività di re-immissione sul mercato dei beni confiscati, a cominciare dalle oltre 1.300 imprese con centinaia di dipendenti sottratte alle attività illecite.
Del Comitato, guidato dal presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, fanno parte il Direttore generale di Infocamere, Valerio Zappalà e 20 presidenti di Camera di commercio:
Il Progetto di Unioncamere, che sarà coordinato dal Comitato, vuole agire su tre fronti:
- la governance delle aziende confiscate alle organizzazioni criminali, che occorre gestire in modo efficiente in vista del loro futuro reinserimento sul mercato;
- la nascita di nuove imprese per la gestione dei beni confiscati;
- il consolidamento e lo sviluppo di aziende già re-immesse nel circuito economico.
Il modello di governance, in particolare, dovrà supportare gli organismi preposti ad individuare la migliore destinazione per l'azienda sottratta alla criminalità organizzata mentre, laddove si e' deciso di non procedere alla vendita o alla liquidazione dell'azienda, dovrà supportare l'impresa stessa o le persone che vi operano nell'acquisizione del know-how e delle risorse necessarie ad assicurarne la sopravvivenza, la redditività e lo sviluppo mediante una gestione orientata a criteri di efficienza ed efficacia.
Riguardo agli altri due punti del Programma, il progetto prevede che le Camere mettano a disposizione sia delle nuove imprese nate per la gestione dei beni confiscati, sia delle imprese già re-immesse sul mercato, tutti gli strumenti di supporto informativo, formativo e di assistenza sulle tematiche aziendali, già strutturati da tutte le Camere. Gli enti camerali, inoltre, dovranno prevedere, nei bandi e progetti attivati nei territori, titoli preferenziali per queste tipologie di imprese e dovranno stimolare interventi specifici da parte dei Confidi.
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