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Edilizia, gare d appalto più semplici per le imprese 06/05/2011

Edilizia, gare d'appalto più semplici per le imprese


Nel Decreto Sviluppo nuove misure per rilanciare il comparto: trattativa privata fino a 1 milione di euro. Soddisfazione tra i costruttori.


Edilizia, gare d appalto più semplici per le imprese

Molte le novità per le piccole e medie imprese tra le righe del decreto Sviluppo approvato dal Governo.  Per quanto riguarda, ad esempio, la disciplina delle opere pubbliche, e' stata prevista una serie di misure per ridurre le pratiche burocratiche. Modificando la prova dei requisiti di partecipazione alle gare di appalto, l'obiettivo e' quello di ridurre la discrezionalità degli enti appaltanti ed inserire la tipizzazione delle cause di esclusione dalle gare, limitandole a quelle previste dal codice degli appalti e dal regolamento di esecuzione.
Inoltre e' stata rinnovata la normativa sulle gare fino ad un milione di euro che possono essere assegnate senza gara d'appalto ma con invito rivolto ad almeno dieci soggetti per quelli sopra i 500.000 euro, e cinque soggetti per quelli inferiori.
Positivo il commento del Presidente dell' Associazione nazionale dei costruttori edili (ANCE), Paolo Bozzetti: "Le norme che consentono finalmente di abbattere e ricostruire un edificio cambiandone la sagoma e la destinazione d'uso vanno nel senso da noi da sempre auspicato di consentire anche in Italia, come avviene in tutto il mondo, di avviare un processo serio di riqualificazione delle nostre città. Siamo da sempre contrari a ogni forma di deregulation e ci siamo da sempre battuti perche' venissero intensificati i controlli e le regole fossero applicate - continua Bozzetti - ma non possiamo che condividere il principio di un sostanziale snellimento delle procedure che rendono ingessato il settore edile e fanno perdere competitività al nostro Paese".
Sul fronte delle opere pubbliche l'Ance condivide la scelta di preferire all'utilizzo del cosiddetto massimo ribasso, che favorisce le infiltrazioni della criminalità organizzata, metodi di gara alternativi, come l'esclusione automatica delle offerte anomale. Negativo, invece, il giudizio dell'Ance sulle misure che prevedono un tetto massimo alle riserve del 20% che penalizza le imprese anche nel caso di evidenti carenze ed errori nelle fasi progettuali. Inoltre, secondo Buzzetti, manca una chiara quantificazione delle risorse che sono state decise da tempo, ma che ancora non vengono messe in campo e senza le quali il settore non può ripartire.



A cura di : Maurizio Pezzuco


Tags : gare d'appalto, piccole e medie imprese, decreto sviluppo, edilizia

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