OIPA | contatti | pubblicità | partner |

Symantec accusa Facebook di violare la privacy. Il social network paga per screditare Google 13/05/2011

Symantec accusa Facebook di violare la privacy. Il social network paga per screditare Google


Facebook e' stato accusato dalla Symantec di aver concesso a numerose società di e-commerce l'accesso ai dati degli utenti. Il social network smentisce e ingaggia agenzia per diffondere voci su presunte violazioni della privacy da parte di Google


Symantec accusa Facebook di violare la privacy. Il social network paga per screditare Google

La violazione della privacy e' un problema all'ordine del giorno. Dopo l'attacco subito dalla Sony, con il furto dei dati di 75 milioni di utilizzatori, e' ora la volta di Facebook. Il popolare social network e' infatti sotto accusa per aver involontariamente concesso a numerose società di e-commerce l'accesso ai dati degli utenti. Ad alzare il polverone ci hanno pensato i ricercatori di Symantec, società specializzata in sicurezza informatica, che hanno contato circa centomila applicazioni coinvolte. Una falla nel sistema presente da anni, ma Symantec ha spiegato che "fortunatamente, queste terze parti potrebbero non aver compreso la loro capacità di accedere a queste informazioni".
Pronta la risposta di Facebook che ha minimizzato la questione, tranquillizzando i frequentatori della piattaforma. Il portavoce Malorie Lucich ha ringraziato Symantec per la segnalazione, ma ha precisato che il rapporto presentato presenta qualche dato inaccurato. "Abbiamo condotto un'indagine minuziosa che non ha fornito prove del fatto che questa vicenda abbia portato a condividere informazioni private sugli utenti con soggetti terzi non autorizzati". Lucich ha poi voluto specificare che il rapporto non tiene conto degli obblighi contrattuali di inserzionisti e sviluppatori, che proibiscono loro di ottenere o condividere informazioni sugli utenti in un modo che "viola le nostre politiche".
Ma i problemi per Facebook non finiscono qui. Il social network, secondo USA Today, avrebbe infatti ingaggiato la società di pubbliche relazioni Burson-Marsteller, la stessa che ha lavorato per Hillary Clinton nella campagna presidenziale 2008, per screditare Google proprio in relazione alla gestione dei dati personali. "Nessuna campagna denigratoria e' stata autorizzata - si e' difesa Facebook - Abbiamo assunto Burson-Marsteller per portare l'attenzione" sul problema della privacy, "utilizzando informazioni pubbliche che potevano essere verificate da tutti". Ma come giustamente osserva con il Financial Times Simon David, direttore di Privacy International: "Facebook dovrebbe cercare la strada per risolvere i suoi problemi non per mettere luce su quelli degli altri". 



A cura di : Martina Fusco


Link correlati : Leggi il comunicato della Burson-Marsteller

Tags : facebook, symantec, privacy, google, Malorie Lucich, Burson-Marsteller

 Vedi anche :
attacco ai server di sony, sospesi i servizi online Attacco ai server di Sony, sospesi i servizi online




Segui Oipa Magazine su Facebook

Iscriviti alla nostra newsletter per essere sempre aggiornato sulle novità più rilevanti del settore imprenditoriale e politico
iscriviti alla newsletter

Euro Service Group SPA

Liberambiente

Ebitec



Global Contact

Omnibus

Euro Service Srl

forma sicuro


InMediaRes