22/06/2011
Riscossione dei tributi, si cambia. Con la cessazione dell'attività di accertamento e riscossione da parte di Equitalia, dal primo gennaio i Comuni saranno chiamati a riorganizzare il servizio relativo ai tributi locali.
Tre le possibili opzioni che i sindaci potrebbero prendere in considerazione per mettersi al passo con la novità introdotta dal decreto sviluppo. La prima soluzione riporterebbe il servizio di riscossione sotto l'ombrello dell'amministrazione comunale, ma e' difficilmente praticabile se non a costo di sforare con la spesa per il personale. E sfondare il tetto imposto dal turn over.
Un'altra possibilità che si prospetta per i sindaci e' quella di affidare il servizio alle società private, che però sarebbero costrette a ricorrere all'ingiunzione classica. Per loro l'accesso ad alcune banche dati fiscali saranno off limits.
La terza e ultima opzione riguarda la costituzione di una società a cui affidare in modo diretto il servizio. Unico problema: mettere su una società dal nulla e renderla operativa in sei mesi e' tutt'altro che semplice, specie nei Comuni medio-piccoli. Tuttavia, per molti sindaci il modello della società interamente pubblica potrebbe diventare l'unica alternativa possibile.
Insomma, i Comuni hanno iniziato una vera e propria corsa contro il tempo. Le amministrazioni comunali con le quali lavora Equitalia sono oggi, fra riscossione spontanea e coattiva, 6100, il 75% del totale.
Decreto sviluppo, passa la fiducia alla Camera