Il protocollo
Secure Sockets Layer (SSL) per anni e' stato sinonimo di sicurezza per quanto concerne la navigazione in internet. Utilizzato nell'online banking, dai negozi in internet e presentato da anni dai grandi della Rete come un'assoluta garanzia e' stato ora messo in discussione. I protocolli crittografici che permettono la comunicazione sicura e l'integrità dei dati non sarebbero più così sicuri.
L'attacco di un hacker all'autorità di certificazione olandese
DigiNotar ha infatti portato alla luce problemi riguardo il protocollo SSL. Sarebbe infatti sufficiente violare una delle oltre 600 autorità esistenti, per generare certificati fasulli a nome di differenti organizzazioni e quindi far crollare l'intero modello. I certificati potrebbero poi permettere di indirizzare gli utenti su siti fake, oppure monitorare i navigatori e le loro operazioni sui siti originali.
L'aspetto più preoccupante e che ha portato la notizia ad avere una certa risonanza e' che molti dei certificati compromessi (più di 500 unità) riguarderebbero siti come
Google,
Microsoft,
Facebook,
Twitter,
Skype,
Yahoo!, siti istituzionali del Governo olandese, quelli di organizzazioni di intelligence come
CIA,
Mossad e
MI6 e anche la rete
Tor.
Secondo prime ipotesi l'attacco arriverebbe da hacker iraniani, e a dirlo e' Christopher Soghoian, uno degli esperti di sicurezza di Washington.
Il
Senior Security Advisor della società di sicurezza
Sophos, Chester Wisniewski, auspica una pronta sostituzione del modello di rilascio dei certificati: "Adesso sappiamo che i certificati di DigiNotar non sono più affidabili, ma quante delle altre autorità di certificazione potrebbero avere falle simili ed essere già state compromesse?" e' il dubbio che ha sollevato.
Il Governo olandese, che utilizzava i certificati di
DigiNotar sui suoi siti istituzionali, si e' scontrato con una vicenda particolarmente imbarazzante. Il Ministro della giustizia Piet Hein Donner ha ammesso che la sicurezza sui siti della pubblica amministrazione del Paese e' stata compromessa.