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Social card, al via la sperimentazione per le famiglie in disagio economico 25/09/2011

Social card, al via la sperimentazione per le famiglie in disagio economico


Il test avverrà in 12 Comuni con più di 250mila abitanti con la mediazione degli "enti caritativi" così come ha disposto il decreto Milleproroghe. Per il primo anno la spesa sarà di 50 miliioni di euro


Social card, al via la sperimentazione per le famiglie in disagio economico

È tutto pronto per la sperimentazione della nuova social card per le famiglie in disagio economico. Il test avverrà  in 12 Comuni con più di 250mila abitanti (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia, Verona), con la mediazione degli “enti caritativi” così come ha disposto il decreto Milleproroghe 225/2010.
I possessori della carta potranno fare acquisti con una ricarica mensile che varia da 40 a 137 euro in base alla città di residenza del beneficiario e ai componenti del nucleo familiare..
La bozza del decreto che ha dato il via libera alla nuova social card è stata predisposta dal ministero del Lavoro e attende il via libero dall’Economia. Per il primo anno di sperimentazione, il Milleproroghe garantirà una spesa di 50 milioni di euro che proverranno dal fondo di circa un miliardo creato nel 2008 per finanziare la prima versione della social card.
La ricarica della carta sarà differenziata in base alla città di residenza dei beneficiari per adeguarsi al costo della vita che differisce al Nord, al Centro e al Sud Italia. Un elemento che però inciderà nella ridistribuzione del credito sarà anche la povertà che è più diffusa nel Mezzogiorno.
Agli enti caritativi spetterà il compito di individuare i beneficiari a cui assegnare le carte acquisti fra i cittadini italiani, comunitari e stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno da almeno cinque anni. Gli stessi enti saranno selezionati dai Comuni fra quelli attivi nella gestione di mense e distribuzione alimenti, servizi di accoglienza notturna e inserimento lavorativo.
I beneficiari dovranno dimostrare di avere un Isee inferiore o uguale a tremila euro e non godere contemporaneamente, con il proprio nucleo familiare, di altri benefici economici concessi dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni di valore superiore a 500 euro al mese. Avranno precedenza, infine, le persone senza fissa dimora, i nuclei familiari costituiti da genitore solo e figli minorenni e le famiglie più numerose.

 



A cura di : Pietro Giunti


Tags : Social card, comuni, welfare, povertà, lavoro, famiglia, ministero del Lavoro, Mezzogiorno






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