Nuove armi in mano a
Equitalia: sessanta giorni o scatta l'ipoteca sugli immobili. L’
Agenzia delle Entrate, guidata da Attilio Befera (
foto), ha offerto uno strumento di grande impatto alla società incaricata della riscossione nazionale dei tributi. Secondo le nuove disposizioni gli avvisi di accertamento (relativi a imposte sul reddito e Iva), per i periodi d’imposta dal 2007 in avanti, dovranno contenere l’intimazione al pagamento delle somme entro 60 giorni dalla notifica. Trascorsi i 60 giorni o il contribuente paga l'intera somma o contesta pagandone un terzo, altrimenti Equitalia potrà procedere ad esecuzione forzata sui beni per recuperare il debito. Potrà iscrivere ipoteca sull'artigiano considerato infedele (facendo scattare una comunicazione alla centrale rischi delle banche con conseguente chiusura dei fidi), potrà pignorare il suo conto corrente (rendendo impossibile il pagamento di dipendenti e fornitori), avviare i pignoramenti presso terzi e far partire le ganasce fiscali.
Nel caso di un ricorso, per sei mesi gli agenti della riscossione non potranno avviare pignoramenti, ma potranno ipotecare una casa e bloccare un'auto. Se invece c’è “fondato pericolo” di perdere il credito sarà possibile sequestrare una pensione o mandare un bene all'asta immobiliare. Se si dimostrerà di avere problemi di liquidità si potrà chiedere al giudice tributario una sospensiva per fermare l'azione per 150 - 180 giorni, oppure aderire a un concordato.
Quindi, per semplificare e velocizzare la riscossione, entra per la prima volta nel nostro ordinamento giuridico l'
accertamento esecutivo e non dovrà più essere istruita una cartella esattoriale che, ricorsi compresi, portava al saldo dell'eventuale debito entro 15-18 mesi.
“La richiesta da parte di Equitalia del pagamento - dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum - comporterà una moltiplicazione del debito dei contribuenti, a causa degli interessi di mora, delle provvigioni e delle sanzioni con tassi prossimi all’usura applicati dall’Ente di riscossione”. “Una situazione non sostenibile da parte delle famiglie - continua Giordano - che va a vanificare le misure introdotte a favore dei contribuenti”.