
06/10/2011
Equitalia, addio cartelle pazze con la direttiva antiburocrazia
Dal debutto della direttiva sono state presentate soltanto 45 mila autodichiarazioni per correggere gli errori contenuti nelle cartelle esattoriali: appena lo 0,11% del totale dei documenti inviati ogni anno
La beffa delle cartelle pazze di Equitalia, incubo per milioni di contribuenti, potrebbe finalmente diventare un ricordo. A quanto pare, infatti, la “direttiva antiburocrazia” ha prodotto degli effetti importanti, dal momento che dalla sua introduzione sono state presentate soltanto 45 mila autodichiarazioni per correggere errori evidenti nelle cartelle esattoriali. Considerando che i documenti spediti ogni anno si aggirano intorno ai 40 milioni, la percentuale di contribuenti alle prese con le sviste della burocrazia è ridotta davvero ai minimi termini: è appena lo 0,11 per cento e chi ricorre si vede accogliere la domanda nel 91% dei casi.
In base alla direttiva approvata nel maggio dello scorso anno, il cittadino che ritiene di aver ricevuto una cartella di pagamento non giustificata, può rivolgersi direttamente agli uffici di Equitalia per la sospensione della riscossione e di eventuali procedure annesse, saltando in tal modo il passaggio della richiesta di sgravio all'amministrazione creditrice. È l'agente di riscossione a farsi carico dellàincombenza, rivolgendosi direttamente all'ente creditore per ottenere lo sgravio.
Il cittadino che non deve nulla della somma richiesta con l'invio della cartella può richiedere la sospensione della riscossione in presenza di errori evidenti che rientrano nelle seguenti casistiche: pagamento già effettuato prima ancora della formazione del ruolo; provvedimento di sgravio già ottenuto dall'ente creditore; sospensione amministrativa o giudiziaria ottenuta in seguito ad un ricorso; sentenza favorevole emessa dal giudice competente.
In presenza di tali elementi, l'iter da seguire per la sospensione diventa molto semplice: è sufficiente presentare agli uffici di Equitalia il modello di autodichiarazione, reperibile presso gli sportelli dell'agente di riscossione e scaricabile sul sito www.gruppoequitalia.it. Il contribuente deve avere inoltre cura di allegare la documentazione che motivi la richiesta di sospensione. A questo punto Equitalia sospende la riscossione e verifica, con la collaborazione dell'ente creditore, la correttezza dei documenti forniti dal cittadino. Se tutto è effettivamente in regola si procede all'annullamento del debito. Soltanto nel 9 per cento dei casi le istanze presentate non sono supportate da un'adeguata documentazione e vengono quindi respinte.
A cura di : Francesco Ruoppolo
Tags : Equitalia, cartelle esattoriali, cartelle pazze, direttiva antiburocrazia, riscossione
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