12/10/2011
La Commissione europea stringe i tempi ed è pronta a presentare il piano di ricapitalizzazione delle banche che verrà poi discusso dai governi nel vertice di ottobre. Contromisure ad hoc trasmesse ai ministri del Tesoro ai quali è stata prospettata l’ipotesi di una garanzia pubblica per assicurare il finanziamento degli istituti di credito.
Ieri, il presidente della Comunità Europea Manuel Barroso (foto), parlando all’Aja dopo un incontro con il premier olandese Mark Rutte, ha confermato la linea tracciata dall’esecutivo: “Spero che le proposte che la Commissione presenterà saranno un contribuito importante in vista del consiglio europeo del 23 ottobre”.
Sul tema in verità già i Paesi si sono espressi provando a far valere le proprie ragioni in sede Ue. La Germania vorrebbe che la ricapitalizzazione delle banche sia frutto dei fondi nazionali. La Francia, invece, punta ad utilizzare il nuovo fondo di stabilità Efsf.
Ancora non è chiaro se la autorità comunitarie si presentino al tavolo delle trattative con gli Stati per una presentazione sommaria delle linee guida che pongano un argine alla crisi attuale, oppure verranno imposte le modalità della ripatrimonializzazione.
Due sono i punti chiavi attorno ai quali ruota la proposta dell’esecutivo. Il primo è il meccanismo di ricapitalizzazione degli istituti bancari: sulla base dei nuovi calcoli formulati dall’Eba (European banking authority), è stato ipotizzato di anticipare i requisiti patrimoniali di Basilea III. Il costo per una manovra del genere si aggirerebbe tra i 100 e i 250 miliardi di euro.
Il secondo punto d’azione prevederebbe l’adozione di garanzie pubbliche accessibili a tutte le banche. L’obiettivo è quello di offrire una piattaforma comune a tutti i Paesi dell’eurozona.
Non sarà semplice mettere in fila il consenso dei vari Paesi. Il tempo però è tiranno allo stato attuale e serve agire in fretta. Per il G20 di Cannes si cercherà di arrivare compatti ad una soluzione finale.
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