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Polizze auto e moto, l Antitrust avverte: aumenti indiscriminati fino al 35 per cento  15/10/2011

Polizze auto e moto, l'Antitrust avverte: aumenti indiscriminati fino al 35 per cento


Il Garante per la Concorrenza Antionio Catricalà parla al Senato: "Nel periodo 2000-2010, i prezzi sono lievitati in Italia ad una velocità superiore a quella degli altri Paesi europei della zona euro"


Polizze auto e moto, l Antitrust avverte: aumenti indiscriminati fino al 35 per cento

Tra il 2006 e il 2010 le polizze per automobili e motocicli sono schizzate alle stelle. Lo ha confermato il Garante per la Concorrenza Antonio Catricalà (foto), in un’audizione alla commissione Industria del Senato. “Aumenti significativi” che hanno toccato punte del 25% per auto e del 35% per le moto. Le cause sono state individuate principalmente nel mancato funzionamento dell’indennizzo diretto della bassa mobilità dei consumatori tra le compagnie e di compagnie assicurative che garantiscono contratti adeguati solo a una selezionata clientela. Differenze che contribuiscono a creare realtà diverse in Italia.
Il Garante ha opportunamente fatto anche alcuni esempi sul tema: tra il 2009 e il 2010, per un quarantenne del Nord Italia con un veicolo di media cilindrata il premio è aumentato del 20%; per un sessantacinquenne del Sud con un’auto medio piccola l’incremento è stato del 15-20%; per un diciottenne infine residente nelle Isole la polizza per il ciclomotore è schizzata al 30%.
Lo scenario quindi comprende diverse realtà geografiche: “Considerando Napoli in comparazione con Milano, risulta che, a parità di frequenza sinistri (elevata) e di numero di compagnie, il premio risulta nettamente più alto (quasi il doppio) nella prima rispetto alla seconda. Ciò testimonia inequivocabilmente che la dinamica dei premi è influenzata anche dall’andamento dei costi dei risarcimenti, più elevati nella prima”. Catricalà ha poi spiegato: “Nel periodo 2000-2010, i prezzi aumentano in Italia ad una velocità superiore a quella degli altri Paesi europei della zona euro”. Per quanto riguarda l’incremento medio dell’ultimo quinquennio, è stata da noi “quasi il doppio di quello registrato nell’eurozona”. Le colpe vanno ricercate nel cambiamento del sistema di pagamento dei sinistri: attualmente per ogni danno liquidato dalla gestionaria, quest’ultima riceve non l’importo effettivamente liquidato per conto  della debitrice, bensì una somma forfettaria sulla base del costo medio dei sinistri rilevato nell’annualità assicurativa precedente. Tale meccanismo ha finito col produrre l’aumento del costo medio del sinistro (+27% nel 2008-2010) che poi viene scaricato “direttamente sui premi”.
L’ultima considerazione l’autorità Garante la riserva sui risultati scarsi degli accertamenti sulle frodi, dato dilagante perché “per le imprese è più agevole scaricare sui premi i maggiori oneri derivanti da inefficienze di gestione”. 



A cura di : Pietro Giunti


Tags : Polizze assicurative, Antitrust, Antonio Catricalà, Garante per la Concorrenza, Senato, imprese






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