7,7 miliardi di euro dalla Slovacchia per il Fondo salva Stati (Efsf). Dopo la prima bocciatura da parte del Parlamento, deputati e senatori hanno detto sì all’ampliamento dell’Efsf. 114 hanno votato a favore, 30 si sono pronunciati contrari, tre gli astenuti.
Il
precedente voto negativo di martedì aveva causato la caduta del governo di centro - destra e insieme all’approvazione di oggi il Parlamento ha dato il via libera alle
elezioni anticipate che si terranno il 10 marzo 2012. Infatti, proprio in cambio delle elezioni anticipate, il partito social democratico Smer aveva accettato di aiutare il governo uscente ad approvare il potenziamento.
La Slovacchia è l’ultimo paese a ratificare il rafforzamento che porterà lo strumento di salvataggio a 440 miliardi (a fronte di garanzie per 750) consentendo di evitare la bancarotta agli Stati europei in difficoltà. Una decisione che pesa non poco sul Paese: il contributo slovacco rappresenta circa il 10% del suo Pil e lo porterà a scendere in campo per salvare uno Stato più ricco come la Grecia.
Il nuovo Fondo salva Stati oltre a essere stato potenziato vedrà
incrementare anche le sue competenze. Da ora in poi avrà la facoltà di intervenire sul mercato secondario acquistando Titoli di Stato dei Paesi in crisi, potrà intervenire a sostegno degli istituti di credito ricapitalizzandoli e concedere anche dei prestiti agli Stati che li chiedano. Da giugno 2013, secondo quanto stabilito, il fondo Esft verrà poi sostituito dall'Esm (European stability mechanism) che avrà una capacità di intervento ancora superiore.
I presidenti di Commissione europea,
Jose Manuel Barroso, e Consiglio europeo,
Herman Van Rompuy, hanno accolto positivamente la ratifica della riforma che ha portato al rafforzamento della stabilità finanziaria dell'Eurozona. “L'Efsf ci garantisce uno strumento più forte e più flessibile per difendere la stabilità finanziaria dell'area euro. Ciò va chiaramente nell'interesse di ciascuno dei 17 stati membri direttamente coinvolti, così come dell'intera Unione europea", si legge in un comunicato congiunto.