06/12/2011
La nuova tassazione sulla casa, per quanto impopolare, otterrà un duplice risultato: garantire alle casse statali un extragettito di 11 miliardi di euro e rendere più digeribile per i Comuni il taglio dei trasferimenti erariali da 1,4 miliardi.
La misura contenuta nella manovra correttiva si articola in tre punti: anticipo al 2012 dell’Imu (erede della vecchia Ici), prevista in un primo momento per il 2014; rivalutazione delle rendite catastali fino al 60%; introduzione del nuovo tributo su rifiuti e servizi che andrà a sostituire la Tarsu.
L’aliquota Imu è stata fissata al 7,6 per mille, una percentuale che potrà essere ritoccata verso l’alto o verso il basso nella misura del 3 per mille. Il 7,6 per mille verrà pagato solo dai proprietari di seconde e terze case. Per l’abitazione principale, l’aliquota verrà ridotta al 4 per mille (che i Comuni potranno portare al 2 per mille).
Con l’arrivo della super Imu c’è da registrare l’intervento sulle rendite catastali. La rivalutazione del valore degli immobili sarà modulata in base alla tipologia di ciascun edificio. Alla quota del 5% della rendita catastale prevista dalla legge, viene affiancato l’incremento dei moltiplicatori che andranno a determinare l’importo dovuto dal contribuente. Nel caso dei fabbricati appartenenti ai gruppi A, B e C il valore verrà moltiplicato per 160 anziché per 100, con un aumento del 60 per cento. Per capannoni e alberghi (categoria D), uffici e studi privati (categoria A/10) il moltiplicatore sarà di 80. Negozi e botteghe (categoria C/1) se ne vedranno applicare uno di 55. La rivalutazione sarà invece pari al 45% per i terreni agricoli, dal momento che il loro moltiplicatore sarà portato da 75 a 120.
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