28/12/2011
È in arrivo la riforma del catasto che, stando alle primi dichiarazione del governo, sarà a costo zero. Nessuna nuova tassa graverà così sugli italiani possessori di immobili se non l’Imu, di recente approvazione. L’obiettivo prefisso è quello di aggiornare le rendite adeguandole al mercato e riequilibrare gli estimi delle grandi città differenziandoli tra centro e periferia. Un tentativo già avviato nel 2006 dal governo Prodi inserito nella “Finanziaria” vanificato dal termine anticipato della legislatura di centrosinistra. La novità principale sarà costituita dalla sparizione della voce “vani”, sostituiti dai più precisi metri quadri e del peso maggiore attribuito alla posizione dell’immobile rispetta alla sua data di nascita. Il ministero dell’Economia ha già fatto sapere i cinque punti cardine della nuova riforma: “La costituzione di un sistema catastale che contempli assieme alla rendita (ovvero il reddito medio al netto delle spese di manutenzione e gestione del bene), il valore patrimoniale del bene, al fine di assicurare una base imponibile adeguata da utilizzare per le diverse tipologie di tassazione; la rideterminazione della classificazione dei beni immobiliari; il superamento del sistema vigente per categorie e classi in relazione agli immobili ordinari, attraverso un sistema di funzioni statistiche che correlino il valore del bene o il reddito dello stesso alla localizzazione e alle caratteristiche edilizie; il superamento, per abitazioni e uffici, del ‘vano’ come unità di misura della consistenza a fini fiscali, sostituendolo con la ‘superficie’ espressa in metri quadrati; la riqualificazione dei metodi di stima diretta per gli immobili speciali".
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