
05/01/2012
Disoccupazione, Istat: 3 giovani su 10 sono senza lavoro
Secondo l'Istat il tasso di disoccupazione giovanile è arrivato al 30,1%. Mai così elevato dal 2004. Cala il lavoro autonomo full-time, aumentano i dipendenti a tempo determinato, a tempo parziale e i dipendenti a termine
Nel mese di novembre il numero di disoccupati in Italia è stato pari a 2.142 mila, in aumento dello 0,7% (+15 mila unità) rispetto a ottobre. Su base annua il numero di disoccupati aumenta del 5,6% (+114 mila unità). Il tasso di disoccupazione arriva all'8,6% in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a ottobre e di 0,4 punti su base annua, il livello più alto da maggio 2010. Il tasso di disoccupazione giovanile è arrivato al 30,1%, con un aumento di 0,9 punti percentuali rispetto a ottobre e di 1,8 punti su base annua. Il tasso più alto registrato dal 2004. Gli inattivi tra 15 e 64 anni diminuiscono dello 0,1% rispetto al mese precedente. In confronto a ottobre, il tasso di inattività rimane stabile e pari al 37,8%.
Lo rivela l'Istituto nazionale di statistica (Istat) in base ai dati provvisori e destagionalizzati.
Nel mese di novembre l’occupazione maschile segnala una variazione congiunturale positiva (+0,4%), mentre risulta sostanzialmente stabile nei dodici mesi. L’occupazione femminile diminuisce sia rispetto al mese precedente (-0,9%), sia su base annua (-0,7%).
La disoccupazione maschile a novembre diminuisce del 3,7% rispetto al mese precedente, mentre aumenta del 6% nei dodici mesi. Va peggio alle donne con il numero di disoccupate che cresce del 6% rispetto a ottobre e del 5,2% su base annua. Il tasso di disoccupazione maschile (pari al 7,6%) scende di 0,3 punti percentuali nell’ultimo mese e cresce di 0,4 punti nel confronto con l’anno precedente; quello femminile (pari al 9,9%) è in aumento di 0,6 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,5 punti rispetto a novembre 2010.
Gli uomini inattivi diminuiscono dello 0,3% in confronto al mese precedente e dello 0,6% su base annua. Il numero di donne inattive segna una variazione positiva dello 0,1% nel confronto congiunturale e dello 0,3% nei dodici mesi.
Nel terzo trimestre 2011 il numero degli occupati cresce in termini tendenziali dello 0,7% (+159.000 unità). Il risultato sconta, spiega l'Istat, il confronto con il livello particolarmente basso raggiunto un anno prima. La variazione positiva riflette in misura determinante sia l’incremento dell’occupazione straniera sia la permanenza nell’occupazione degli italiani con almeno 55 anni. La mancata uscita degli occupati più adulti, infatti, (+168.000 unità, nella classe con almeno 55 anni) compensa il calo su base annua di quelli più giovani (-157.000 unità, nella classe fino a 34 anni).
Dopo due trimestri in discesa, il numero dei disoccupati registra un aumento su base tendenziale (+1,9%, pari a 36.000 unità). La crescita, che riguarda esclusivamente le donne, interessa il Centro e il Mezzogiorno. Sale nuovamente l’incidenza della disoccupazione di lunga durata, dal 50,1% del terzo trimestre 2010 al 52,6%. Il tasso di disoccupazione è pari al 7,6%, un decimo di punto in più rispetto a un anno prima; l’indicatore passa dal 6,8% del terzo trimestre 2010 al 6,7% per gli uomini e dall’8,7% all’attuale 9% per le donne. Il tasso di disoccupazione dei giovani tra 15 e 24 anni sale dal 24,7% del terzo trimestre 2010 al 26,5%, con un picco del 39% per le donne del Mezzogiorno.Dopo quasi tre anni, torna a scendere la popolazione inattiva. La riduzione deriva dalla nuova robusta riduzione della componente italiana (-167.000 unità) non compensata dall’ulteriore aumento di quella straniera (+106.000 unità). Il tasso di inattività si porta al 38,3%, tre decimi di punto in meno rispetto a un anno prima. Con riguardo a tale componente, l’inattività interessa soprattutto donne che non hanno cercato un impiego per ragioni familiari e giovani impegnati in percorsi di studio.
Da segnalare il calo del lavoro autonomo full-time (-1,8%, pari a -90.000 unità), compensato dal contenuto incremento dei dipendenti a tempo indeterminato (+0,3%, pari a +41.000 begin_of_the_skype_highlighting +41.000 end_of_the_skype_highlighting unità) e dal significativo aumento dei dipendenti a tempo determinato (+6,9%, pari a 115.000 unità). Dopo la crescita intervenuta nel corso del 2010, prosegue l’aumento degli occupati a tempo parziale dovuto al part-time di tipo involontario, ossia ai lavori accettati in mancanza di occasioni di impiego a tempo pieno. Continua poi a crescere il numero dei dipendenti a termine (+7,6% pari a 166.000 unità), coinvolgendo per circa i due terzi giovani fino a 34 anni. L’incidenza del lavoro a termine sul totale degli occupati sale al 10,3%.
A cura di : Martina Fusco
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Tags : istat, occupazione, disoccupazione, lavoro, giovani, contratto a termine
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