09/01/2012
Allarme credito per le piccole e medie imprese italiane. Secondo un’indagine realizzata dall’ Istituto SWG per la Cna, farsi concedere un prestito o aprire una linea di credito è una chimera per quei 4 milioni e 100 mila imprenditori che rappresentano il 95,3% dell’universo delle imprese italiane.
La stretta è stata decisamente forte, se oltre un milione e mezzo di imprenditori dichiara di aver avuto difficoltà ad accedere al credito. Quasi otto intervistati su dieci, inoltre, guardano con preoccupazione al rapporto con le banche attuale e, per la maggioranza degli intervistati, nei prossimi mesi la situazione peggiorerà ulteriormente.
Il 78% delle piccole e medie imprese ritiene la stretta creditizia attuale decisamente peggiore rispetto a quella già nera del 2008 e 2009. A dimostrarsi in apprensione sono gli imprenditori di tutte le aree del paese, con punte acute al Sud Italia (83%) e tra coloro che operano nelle costruzioni (82%). Le difficoltà, inoltre, sembrano essere più evidenti per le micro imprese con un numero di dipendenti che va da 1 a 9 (situazione più grave per il 79%).
“Il dato non è solo percettivo. Nell’esperienza quotidiana - recita una nota della Cna - un milione e mezzo di imprenditori - pari al 35% del totale delle imprese sotto i 50 dipendenti - denuncia di aver avuto forti o consistenti difficoltà di accesso al credito. Situazione particolarmente complessa per coloro che hanno un’azienda al Sud, per le imprese di costruzioni e per quelle che aspettano fatture dalla Pubblica Amministrazione con scadenza oltre i 60 giorni”.
L’indagine rivela come i criteri applicati per la concessione dei crediti o per l’apertura di linee di credito si siano notevolmente irrigiditi secondo il 56% degli imprenditori.
Purtroppo le previsioni per il futuro sono nere. Nella maggioranza degli intervistati (58%), è netta la previsione di un peggioramento dei rapporti con le banche. Inoltre da un punto di vista di dimensione aziendale, il futuro sembra essere particolarmente critico per le aziende medie (20-49 addetti) e per le micro-imprese.
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