23/01/2012
Record di fallimenti nel 2011. Nell’anno che ci siamo lasciati alle spalle sono state 12.094 le aziende costrette a chiudere i battenti. Il 7,4% in più rispetto all’anno precedente. il numero più elevato da quando e' stata riformata la disciplina fallimentare nel 2006. Tra il 2009 e il 2011 sono fallite nel complesso 33 mila imprese. Un dato ancora più significativo se letto nelle sue implicazioni: sono 300mila infatti i posti di lavoro persi nel triennio. È quanto emerge da una ricerca dell'Osservatorio Crisi d'Impresa di Cerved Group, secondo la quale sono state avviate 35oo procedure di fallimento soltanto negli ultimi tre mesi (+1,9%). "Con lo scenario di mercato che si prospetta davanti a noi - commenta Gianandrea De Bernardis, amministratore delegato di Cerved Group - se non si interviene rapidamente sul fronte della liquidità, il rischio che gli effetti negativi si ripercuotano anche sulle aziende sane, ma prive delle risorse finanziarie necessarie, diventa molto concreto".
Nel 2011 i fallimenti nel nostro Paese sono aumentati in tutte le forme giuridiche, con una prevalenza delle società di capitali (+8,6% sul 2010) rispetto alle altre strutture societarie (+4,7%). Nello stesso periodo è stato registrato un incremento dei fallimenti nei servizi (+10% rispetto al 2010) e nelle costruzioni (+7,8%). A sorpresa, l'industria – che resta comunque il macrosettore con la maggiore frequenza di fallimenti – ha registrato un'inversione di tendenza rispetto al 2010 (-6,3%).