26/01/2012
La grande novità introdotta nel testo sulle liberalizzazioni pubblicato sulla Gazzetta ufficiale è lo sblocco di 5,7 miliardi di fondi per saldare i pagamenti degli arretrati alle imprese da parte della Pubblica amministrazione. L’intervento è stato accolto positivamente dal mondo imprenditoriale ma non mancano le obiezioni.
“Con la decisione del Governo Monti di mettere a disposizione quasi 6 mld di euro per estinguere una parte dei debiti che la Pubblica amministrazione ha nei confronti delle imprese private, si fa un passo in avanti molto importante, ma non ancora sufficiente. Purtroppo, lo Stato deve alle aziende private altri 65 miliardi circa”. Sono le parole di Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre.
Paolo Longobardi, presidente di Unimpresa evidenzia le potenziali difficoltà dello strumento: “In attesa che sopraggiunga un decreto del ministro dell’Economia a definire le modalità per l’attuazione di questa nuova forma di pagamento la domanda di fondo che mi pongo è la seguente: quale imprenditore chiederà di essere pagato in titoli di Stato? Suppongo che ogni fornitore della Pa vorrà del contante in cambio di questo titolo, e a che prezzo si potrà fare questo scambio?”
Longobardi sottolinea: “Sebbene si tratti di una prima tranche non credo che il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione con titoli di Stato sia la soluzione migliore, e tra l’altro c’è una direttiva europea, che a breve dovrebbe essere applicata, che chiede di effettuare il pagamento entro trenta giorni”.
E sulla direttiva europea fa affidamento anche il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, per smaltire la montagna di arretrati che ammonta a circa 70 miliardi con una media di 180 giorni di ritardo.
Il ministro, nel corso del question time di ieri alla Camera, ha annunciato l'intenzione accelerare i tempi sottolineando comunque che già lo Statuto delle imprese, approvato in via definitiva dal Parlamento, anticipa la scadenza per il recepimento della direttiva europea di quattro mesi cioè da marzo 2013 a novembre 2012.
“E’ necessario che il Parlamento recepisca quanto prima la Direttiva europea contro i ritardi nei pagamenti, costringendo anche i committenti privati ad onorare i propri impegni entro 60 giorni”, aggiunge la Cgia di Mestre adottando il coro unanime delle Pmi.
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