31/01/2012
Attilio Befera è di sicuro uno dei personaggi del momento. Colui che ha in mano le redini di Equitalia e Agenzie delle Entrate, sostenuto fortemente dal governo Monti, ha messo in atto una strategia offensiva anti evasione con pochi precedenti nel passato. L’obiettivo resta quello di mettere al setaccio il Paese per riportare nelle casse dello Stato un volume di capitali sfuggito al fisco davvero considerevole. Tracciando un primo bilancio di quanto fatto ad oggi, Befera fa trasparire nell’intervista - colloquio a “La Repubblica” tutta la sua soddisfazione: “Per noi è un risultato eccellente, se si considera che avevamo recuperato 9 miliardi nel 2009 e 10,5 miliardi nel 2010. Ormai siamo in grado di verificare la posizione di tutti i contribuenti. Dopo le dichiarazioni dei redditi di giugno scatterà un'operazione di controlli massivi. La vera lotta agli evasori può cominciare davvero”. Per capire la portata dei blitz condotti dagli agenti delle Entrate, Befera rievoca a più riprese quanto avvenuto nel “paradiso invernale” di vip a Cortina: “Con quel 300% in più di scontrini emessi in un solo giorno, è solo un esempio, ma gliene potrei citare quanti ne vuole. A Milano abbiamo trovato di tutto, tra i 115 esercizi che abbiamo controllato. In 33 locali c'erano lavoratori in nero. Poi scontrini non rilasciati, studi di settore falsificati, con esercenti che dichiaravano quattro tavoli all’aperto e invece ne avevano 40. Il 30% di irregolarità, tra bar, ristoranti e soprattutto discoteche”. Sensibilizzare i cittadini al rispetto dello Stato diviene dunque un punto essenziale in un momento così delicato per il Paese: “Ci siamo accorti che l'effetto deterrenza comincia a funzionare. L'idea che i controlli possano scattare in ogni momento spinge i contribuenti ad una maggiore onestà fiscale. Continueranno a scandagliare il Nord, poi toccherà al Centro-Sud. Perché finché fa freddo si va nelle stazioni invernali, quando arriva il caldo si passa alle località balneari”. Resta vivo, invece, il rischio di fuga di capitali all’estero: “Il flusso in uscita di capitali e di beni pregiati, dall'inizio di gennaio, è in aumento esponenziale. Alcune banche svizzere hanno cominciato ad affittare le cassette di sicurezza dei grandi alberghi, perché non sono in grado di esaudire l’abnorme quantità di richieste che hanno dai clienti italiani”.
Il discorso si fa pesante quando Befera cita alcuni nomi di personaggi dichiaratisi nemici del fisco: “Tanti politici cavalcano le proteste contro di noi, per difendere chi evade. Vuole i nomi? Gliene dico due, a caso. Bossi a Pontida, la scorsa estate, se lo ricorda? E Alberto Goffi dell'Udc, avvocato con studio a Torino, che sulla propaganda anti-Equitalia ha costruito la sua campagna elettorale. Ma sono tanti, dentro e fuori dal Parlamento. Un altro esempio: il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, noto evasore, che ancora domenica a Cordenons ha sparato a zero contro di noi”.
Befera riconosce infine il merito del nuovo esecutivo: “Con il governo Monti il clima nel Paese è in effetti mutato. La presa di posizione del presidente del Consiglio, così netta e solidale nei nostri confronti, è il segno più tangibile di questo cambiamento. La lotta all'evasione è tornata ad essere una priorità politica, oltre che un'emergenza sociale. Soprattutto di questo abbiamo bisogno”.
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