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Crisi, Grecia più vicina al default. Partiti contrari a nuovi sacrifici 06/02/2012

Crisi, Grecia più vicina al default. Partiti contrari a nuovi sacrifici


Nessun accordo sulle misure di austerità tra i leader dei grandi partiti e il premier Papademos. Senza un chiaro segnale sulle riforme, la troika Ue-Bce-Fmi non concederà gli aiuti da 130 miliardi. A quel punto inevitabile il fallimento a marzo


Crisi, Grecia più vicina al default. Partiti contrari a nuovi sacrifici
La Grecia è ad un passo dal baratro. Le forze politiche, dopo un vertice di cinque ore con il premier Lucas Papademos (foto), non hanno ancora raggiunto un accordo sulle nuove misure di austerità richieste dalla troika Commissione Ue-Bce-Fmi. E senza un chiaro segnale di Atene che vada nella direzione delle riforme, gli aiuti da 130 miliardi di euro che salverebbero il paese non verrebbero erogati. A quel punto la Grecia andrebbe inesorabilmente incontro al proprio destino a marzo, quando dovrà rimborsare bond in scadenza per 14,5 miliardi di euro. Ore decisive, dunque, per il futuro del paese ellenico. I colloqui tra governo e partiti riprendono oggi. In contemporanea, a Parigi, un vertice tra il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera Angela Merkel.
Sul tavolo c'erano gli ulteriori tagli chiesti dalla Troika - Commissione europea, Bce, e Fondo monetario - per sbloccare i nuovi aiuti. Imporre nuovi sacrifici, tra cui la riduzione dei salari, in un paese sull'orlo della disperazione, già in recessione profonda, e con una disoccupazione al 19%, è diventata un'impresa a dir poco ardua. Papademos ha valorizzato il lato positivo dei colloqui sostenendo di aver raggiunto un'intesa «sui punti base». I leader dei partiti hanno offerto una versione diversa, spiegando che non c'è nessun via libera. Per le agenzie di stampa è «fallimento». La Ue aveva chiesto un accordo entro domenica sera, sia nella trattativa con i privati, sia in quella con i «prestatori internazionali». All'appello mancano entrambi, anche se quello con i privati sembra ormai il più semplice e vicino. Ma forse uno spiraglio è rimasto aperto se Papademos è riuscito strappare un nuovo incontro con i leader politici per oggi.
La parola adesso passa ai mercati e si teme per gli effetti del mancato accordo nel governo di Atene sulla riapertura delle piazze finanziare.
Alla fine degli incontri con i funzionari della Troika prima e poi con i capi dei tre partiti Georges Papandreou (socialisti), Antonis Samaras (destra) e Georges Karatzaferis (estrema destra), Papademos alla fine avrebbe chiesto aiuto al presidente della Bce Mario Draghi e il direttore generale del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde, raggiunti entrambi al telefono.
«Non consentirò misure che portino a una maggiore austerita», ha detto uio conservatore Samaras, mentre Karatzaferis ha affermato di non voler «contribuire all'esplosione di una rivoluzione» accettando le misure proposte dalla Troika. Il piano vede contrario anche l'ex presidente socialista Papandreou. Ue-Bce-Fmi chiedono l'abbassamento dei salari minimi e il taglio delle tredicesime anche nel privato, e un intervento sulle pensioni complementari, punti su cui nemmeno i sindacati non intendono cedere. Inoltre, vogliono nuovi tagli pari all'1% del pil - circa due miliardi di euro - quest'anno, inclusi abbattimenti di costi di difesa e sanità.


A cura di : Francesco Ruoppolo


Tags : crisi grecia, default, papademos, ue, bce, fmi, austerità grecia






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