L’impegno preso ufficialmente dal governo di
recepire la direttiva europea contro i ritardi nei pagamenti nelle transazioni commerciali è un segnale positivo per le numerose piccole e medie imprese che lavorano con la Pubblica amministrazione.
In base alla
nuova normativa, il limite massimo di tempo per il pagamento delle forniture alle imprese da parte degli enti pubblici sarà di 30 giorni, prorogabile a 60 per il settore sanitario o salvo espliciti accordi inseriti nel contratto.
L’auspicio adesso è che siano rispettati i “tempi tecnici” visto il perdurare di un quadro economico generale molto incerto. Con queste motivazioni il segretario della
CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, lancia un appello al Premier Mario Monti, affinchè intervenga per ridare fiducia e slancio alle Pmi, il vero tessuto produttivo del Paese.
Secondo una recente elaborazione della CGIA, attualmente la Pa paga i suoi fornitori con un ritardo medio di 90 giorni. Se teniamo conto che le aziende italiane avanzano quasi 70 miliardi di euro dallo Stato italiano e il nostro Paese è maglia nera in Europa per i tempi medi di pagamento.
Inoltre i ritardi nei pagamenti tra la Pubblica amministrazione italiana e le imprese private, sono aumentati in questi ultimi 3 anni di 38 giorni.
“
Presidente, vista la sua sensibilità nei confronti delle piccole imprese- sottolinea Bortolussi -
la preghiamo di impegnarsi in prima persona affinchè il Governo recepisca in tempi brevissimi la Direttiva europea contro i ritardi dei pagamenti. Le ricordiamo che in questi ultimi anni di crisi economica solo in Italia i tempi di pagamento si sono allungati a dismisura. Questa situazione ha messo in grosse difficoltà moltissime imprese di piccole dimensioni che, a seguito della diminuzione del credito erogato dalle banche, non sono più in grado di fronteggiare la crisi”.
Negli ultimi 4 anni di crisi economica - segnala ancora la CGIA - i fallimenti sono cresciuti del 60,5%, nel 2011 hanno toccato quota 11.615 e quasi un imprenditore su tre ha portato i libri in tribunale a causa dei forti ritardi nei pagamenti subiti.