
07/02/2012
Ritardi nei pagamenti della Pa, Marcegaglia: Recepire immediatamente la direttiva Ue
Il presidente di Confindustria ha sottolineato come i debiti della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese fornitrici siano passati da 70 a 100 miliardi di euro
La piaga dei ritardi nei pagamenti della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese fornitrici, soffoca sempre più il tessuto produttivo del Paese.
Adesso si è aperta una piccola breccia nel muro dell’insolvenza nei confronti delle Pmi: il governo si è impegnato ufficialmente nel recepire entro sei mesi la direttiva europea che fissa tempi certi peri pagamenti alle imprese.
Questo però non basta. “Bisogna risolvere il problema dei 70, ora diventati 100 miliardi di euro di debiti della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese”. Lo ha affermato la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, durante il suo intervento all'assemblea degli imprenditori padovani, aggiungendo: “Siamo in un momento di scarsissima liquidità. Chiediamo quindi che si vada anche verso una vendita di asset pubblici e di beni dello Stato”.
In precedenza il numero uno di Viale dell’Astronomia aveva affermato che la posizione della confederazione “è chiara perché chiede che venga recepita immediatamente la direttiva europea sui ritardi nei pagamenti che portano la dilazione massima a 60 giorni”.
Marcegaglia ha riconosciuto i meriti dell’Esecutivo: “Si è cominciato a portare avanti un pagamento di 6 mld di euro, ma non è sufficiente, a maggiore ragione in un momento di credit crunch”. Tuttavia “serve una soluzione più ampia e definitiva su questo aspetto, sarebbe molto importante”.
Alle parole del leader degli industriali fanno eco quelle pronunciate dal presidente di Confindustria Padova, Massimo Pavin: “Il Governo dia un segnale forte e chiaro. Recepisca immediatamente la Direttiva comunitaria che stabilisce il temine massimo di 30 giorni per i pagamenti della Pubblica Amministrazione e di 60 giorni per i pagamenti tra privati. Non ci sono i soldi? Si apra – ha continuato - il capitolo delle dismissioni del patrimonio pubblico, assente dalla manovra da 34 miliardi. Lo si apra, senza esitazioni, per abbattere il debito, liberare risorse per la crescita e, prima di tutto, per pagare le aziende che vantano crediti”.
A cura di : Maurizio Pezzuco
Tags : ritardi nei pagamenti, pagamenti pa, direttiva europea, pagamenti imprese, marcegaglia
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