Il ritardo nei
pagamenti della Pubblica amministrazione alle imprese fornitrici è “un tema importante e delicato che incide sullo sviluppo delle aziende, perché avere la garanzia di un pagamento certo e sicuro dei prodotti è condizione fondamentale per un'impresa sana e capace di investire. Il mercato vive di regole e di legalità, come quella di pagamenti in regola e sicuri, che rappresenta un elemento necessario per la crescita economica”. Sono le parole della senatrice
Simona Vicari (Pdl) che conferma come soprattutto per le piccole e medie imprese questa dei pagamenti “lenti” della Pa sia una delle principale zavorre per il rilancio economico.
Nei giorni scorsi si era pronunciato sull’argomento anche il presidente di Confcooperative
Carlo Mitra. “Sappiamo bene che questo è un tema sensibile, che fa i conti con le criticità dei bilanci degli enti locali e con il loro rapporto con i vincoli del patto di stabilità con la crisi finanziaria. Ma lo ripetiamo con forza ha spiegato - , è intollerabile che si perpetui una pratica dannosa che uccide le imprese, la fonte della invocata crescita. E’ intollerabile, inoltre che si perpetui una pratica assunta che, da un lato induce le azienda ad eludere i corretti adempimenti per sopravvivere e dall'altro, se ne fa beffe, nel pretendere il documento che certifica la virtuosità della stessa impresa rispetto agli adempimenti per incassare il dovuto”.
Il decreto liberalizzazioni, approvato recentemente, va nella direzione di dare maggiore certezza alle Pmi sui pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni.
La sentatrice Vicari relatrice del
decreto liberalizzazioni ha sottolineato: “Per la prima volta si affronta in maniera concreta il tema della certezza dei pagamenti sia tra Pubblica Amministrazione ed imprese sia tra le imprese stesse. Sul primo aspetto il decreto prevede l'intervento dello Stato fino a 3 miliardi e mezzo di euro, mentre sul lato delle imprese è definito a 30 giorni il termine di pagamento per le transazioni di prodotti deperibili ed a 60 per i prodotti non deperibili”.