10/02/2012
“L’Eurogruppo non ha gli elementi necessari per sbloccare gli aiuti alla Grecia oggi”. Ad affermarlo è il presidente Jean Claude Juncker. Resta dunque in bilico la situazione di Atene che aspetta con ansia i 130 miliardi di euro necessari per scongiurare la bancarotta del Paese. Non è bastato l’accordo raggiunto dai partiti all’ombra del Partenone per convincere l’Europa. La Grecia è considerata ancora poco credibile per quanto riguarda il rispetto delle misure imposte dalla triade Ue, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale. La nuova giornata di “passione” è prevista per domenica, allorché il Parlamento di Atene dovrà dare prova di una comunità d’intenti delle forze politiche chiamate al voto. “Affrontiamo la scelta finale se restare nell'euro oppure no”, ha annunciato il ministro dell'Economia greco Evangelos Venizelos.
Un primo passo c’è stato ieri con un’intesa raggiunta dopo un lungo travaglio, sui nuovi tagli per 325 milioni di euro complessivi già nel 2012. Troppo poco per l’Eurogruppo che non molla la presa e continua ad esercitare una certa pressione sul Parlamento. Lo sblocco dei finanziamenti potrebbe arrivare già la prossima settimana, a patto che il governo presieduto da Papademos (foto) sigli l’accordo con i creditori privati. A confermarlo è il commissario agli Affari Economici, Olli Rehn: “Se il Parlamento approva l'intesa siamo ancora in tempo”. A testimonianza della poca affidabilità delle istituzioni elleniche, l’Eurogruppo ha intanto annunciato di voler rafforzare la sorveglianza su Atene e ha avallato la proposta franco-tedesca di bloccare il fondo per mettere in sicurezza gli interessi sui bond a garanzia dei creditori.
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