13/02/2012
Dopo ore di dibattito, questa notte il Parlamento greco ha raggiunto la maggioranza dei sì sul nuovo piano di tagli richiesti da Bruxelles in cambio degli aiuti fondamentali per scongiurare il fallimento di Atene. A favore delle misure presentate dal governo Papademos hanno votato 199 parlamentari, 74 i voti contrari. Oltre 40 deputati sono stati espulsi dai partiti della coalizione di governo per non aver appoggiato il piano.
Contro le nuove, durissime misure di austerità si sono radunate, per tutta la giornata e la notte, all’esterno del Parlamento migliaia di persone. Gruppi di manifestanti, fra cui i black bloc, hanno messo a ferro e fuoco il centro della capitale, scontrandosi con la polizia in Piazza Syntagma (Foto Reuters, Yannis Behrakis). Proteste e scontri sono proseguiti per tutta la notte, una ventina di edifici della capitale greca sono stati incendiati. Tra questi la biblioteca universitaria, due cinema, e filiali di banche. Almeno 60 i feriti e circa 30 arresti. Scontri anche nella città di Salonicco.
Il pacchetto prevede una radicale riforma del mercato del lavoro, una diminuzione di oltre il 20% del salario minimo garantito e un taglio delle pensioni;
Inoltre viene stabilito il taglio di 15.000 addetti nel settore pubblico e una drastica economia di spesa in settori come la difesa, gli ospedali e le autonomie locali;
Il voto del Parlamento di Atene da via libera al nuovo piano di salvataggio da 130 miliardi di euro, con la possibilità di usufruire di 35 miliardi di prestiti dal fondo temporaneo salva-Stati Efsf, che andranno ad aggiungersi ai 4,5 miliardi dei ricavi dalle privatizzazioni e ai risparmi.
“La scelta non è tra i sacrifici e non fare sacrifici, ma tra i sacrifici e qualcosa di inimmaginabile”, ha dichiarato parlando in Aula il ministro delle Finanze Evangelos Venizelos.
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