
13/02/2012
Lavoro: 8 neo assunti su 10 sono precari
Nel primo semestre solo il 19% dei rapporti di lavoro attivati sono a tempo indeterminato. La retribuzione media netta è di 1.286 euro, ma le donne guadagnano il 20% in meno rispetto agli uomini

Nel secondo trimestre 2011 gli occupati sono 23 milioni 94mila, lo 0,4% in più dello stesso trimestre del 2010 (+87 mila unità). L’incremento riguarda esclusivamente la componente femminile. A rivelarlo è il Rapporto sulla Coesione sociale messo a punto da Inps, Istat e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Il tasso di occupazione (15-64 anni) rimane stabile su base annua al 57,3%, dopo dieci trimestri consecutivi di flessione e il lieve incremento registrato nel trimestre precedente.
Sempre nel secondo trimestre 2011 il numero dei disoccupati è pari a 1 milione 947mila unità. Il tasso di disoccupazione è al 7,8% (+0,5 punti percentuali rispetto al terzo trimestre 2010), quello giovanile (15-24 anni) si attesta invece al 27,4%, raggiungendo il 44% se riferito alle donne del Mezzogiorno.
Sempre nel 2010, la retribuzione mensile netta è di 1.286 euro per i lavoratori italiani e di 973 euro per gli stranieri. In media gli uomini italiani percepiscono una retribuzione più elevata (1.407 euro) rispetto alle italiane (1.131 euro). Il divario retributivo di genere è più accentuato per la popolazione straniera, con gli uomini che percepiscono in media 1.118 euro e le donne soltanto 788 euro. Nel 2010, la retribuzione media giornaliera dei lavoratori dipendenti (esclusi i domestici) con almeno una giornata retribuita nell’anno è di 84,40 euro, in aumento di circa il 2% rispetto al 2009.
Nel primo semestre 2011 sono stati attivati oltre 5 milioni 325 mila rapporti di lavoro dipendente o parasubordinato. Il 67,7% delle assunzioni è stato formalizzato con contratti a tempo determinato, il 19% con contratti a tempo indeterminato e l’8,6% con contratti di collaborazione. I rapporti di apprendistato sono stati appena il 3% del totale.
Sempre nel primo semestre 2011 circa 687 mila rapporti di lavoro hanno avuto la durata di un giorno (supplenze nelle scuole e addetti ai pubblici esercizi). Il numero medio di contratti di lavoro per lavoratore, dato dal rapporto tra le assunzioni registrate e i lavoratori interessati che, nel primo semestre 2011, è stato pari a 1,46.
Diminuisce negli ultimi quattro anni (2007-2011) la quota di lavoratori dipendenti under30, dal 21,4% al 17,6%, mentre è cresciuto il peso relativo della quota femminile, dal 39,6% al 41,2%. In crescita i quadri (+1,8%) e quello di impiegati e dirigenti (+0,9%), in diminuzione quello degli apprendisti (-6%) e degli operai (-0,2%) (dati 1° semestre 2011).
Il numero di dipendenti con contratto a tempo indeterminato risulta in discesa (-0,5%), attestandosi a quota 10 milioni 563mila. Il calo è molto più marcato per i lavoratori sotto i 30 anni (-7,9%).
A cura di : Martina Fusco
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Tags : lavoro, indeterminato, Inps, Istat e il Ministero del lavoro, precari, disoccupati
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