14/02/2012
L’Italia è uno dei dodici Paesi che continuano a mostrare significativi squilibri economici che li rendono vulnerabili a ulteriori shock. Nazioni che presentano una situazione macroeconomica tale da esigere un ulteriore approfondimento da parte della Commissione Ue. Fanno parte della lista anche Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Finlandia, Francia, Spagna, Ungheria, Slovenia, Svezia e Regno Unito. Restano esclusi dal monitoraggio i paesi che ricevono assistenza finanziaria, come è il caso di Grecia, Romania, Portogallo e Irlanda.
Il tutto è contenuto all’interno del Rapporto del meccanismo di allerta per la prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici presentato oggi dal vicepresidente della Commissione Ue, Olli Rehn, a Strasburgo e anticipato ieri dal Corriere della Sera.
"I governi dell'Italia e della Spagna stanno portando avanti programmi di riforme strutturali fondamentali con grande determinazione" ha dichiarato in conferenza stampa Rehn. Tuttavia i problemi dell’Italia risiedono principalmente nel debito pubblico elevato e nel basso potenziale di crescita economica, in particolare "il deterioramento della competitività", ed è proprio per tali ragioni che risulta necessario un "ulteriore approfondimento della situazione dell'Italia".
Da metà degli anni Novanta l’Italia ha registrato “un deterioramento significativo di competitività, anche attraverso la perdita persistente di quote sul mercato estero” si legge nel rapporto.
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