16/02/2012
Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha presentato ieri a Palazzo Chigi, la bozza riguardante la riforma del mercato del lavoro ai rappresentanti di sindacati ed imprese. Particolare rilevanza occupa la flessibilità dei lavoratori definita “buona” dalla titolare al Lavoro. Nel testo si parla della possibile riconferma dei contratti a termine che costeranno di più all’azienda. Gli stessi tuttavia beneficeranno di sgravi consistenti al momento della loro trasformazione a tempo indeterminato. Secondo la Fornero sarà questo lo snodo cruciale che favorirà una limitazione della precarietà che verrà confermata, in egual modo, per i contratti a tempo, per i lavori stagionali e per le sostituzioni.
Importanti segnali di apertura sono arrivati dai sindacati. Il segretario della Cgil, Susanna Camusso, sorprendendo tutti ha così commentato la proposta: “Dopo tre anni bui questo governo dice che la precarietà va combattuta”. Lo stesso effetto non si è registrato in Confindustria. Il presidente Marcegaglia ha ribadito i paletti fissati da tempo: “Siamo pronti a ragionare su tutte queste questioni. Però manca un pezzo: quello della flessibilità in uscita. La nostra risposta, dunque, arriverà solo quando sul tavolo ci sarà l’una e l’altra”.
La trattativa dunque è destinata a proseguire almeno fino a quando le parti non torneranno a sedersi al tavolo per ridiscutere del punto più controverso della partita: la riforma dell’articolo 18. La strategia impostata dal ministro Fornero dovrebbe poi volgere contro le false partite Iva e dei falsi associati in partecipazione. Secondo le ultime stime, infatti, sarebbero più di 800mila i fittizi professionisti autonomi che in realtà esercitano con vincoli da veri lavoratori subordinati.
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