17/02/2012
Rallentano a fine 2011 i finanziamenti delle banche italiane a imprese e famiglie.
Sulla base delle stime fornite dall'Associazione bancaria italiana (Abi) nel bollettino mensile, i prestiti a famiglie e società non finanziarie sono risultati pari a 1.513 miliardi di euro, in crescita tendenziale del +1,6% contro il +3,6% di fine 2011. Un’evidente segno di stretta creditizia (credit crunch) che l’Italia è chiamata ad affrontare. L’Abi conferma comunque che i finanziamenti risultano superiori alla media europea (+1,3%).
I tassi d'interesse sui mutui casa salgono ancora, superando il 4%. Un dato che è cresciuto dal 3,99% di dicembre al 4,15% di gennaio, mentre nello stesso mese dell'anno scorso era al 3,15%. Si tratta del quarto incremento mensile consecutivo.
I finanziamenti alle imprese sono stati pari a +3,1% su base annua, in netto rallentamento rispetto al +4,9% di novembre. In particolare, a novembre i prestiti bancari alle piccole aziende hanno segnato un +0,5%, con un +2,7% per le famiglie produttrici.
A gennaio però, dopo tre mesi in frenata, la raccolta ha leggermente accelerato, crescenda dell'1,63% su base annua.
Aumentano invece le sofferenze bancarie, in ascesa ormai verso quota 110 miliardi di euro. A dicembre le sofferenze lorde sono state pari a 107,1 miliardi, 2,8 miliardi in più rispetto a novembre. Le sofferenze in rapporto agli impieghi a fine 2011 sono cresciute al 5,44%, contro il 5,26% di novembre. Al netto delle svalutazioni, a dicembre sono state pari a 60,4 miliardi di euro, 3,4 miliardi in più rispetto al mese prima. Il rapporto tra sofferenze nette e impieghi, inoltre, è salito al 3,14% dal 2,94% di novembre.
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