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Giustizia, Severino: «Rivedere le pene sulla corruzione» 20/02/2012

Giustizia, Severino: «Rivedere le pene sulla corruzione»


Il ministro ospite della trasmissione "in 1/2 ora": "La corruzione di un tempo è scemata prendendo vie diverse. L'appropriazione indebita si è spostata all'interno della Pubblica Amministrazione ed è li che bisogna intervenire"


Giustizia, Severino: «Rivedere le pene sulla corruzione»

Nel ventennale dallo scoppio della storica indagine di Mani Pulite il ministro della Giustizia, Paola Severino, ospite della trasmissione in 1/2ora (condotta da Lucia Annunziata), torna a parlare di corruzione e di criminalità. “Mi sono riproposta di accettare tutte le sfide - ha spiegato la Severino - ma mi sono imposta di rimanere serena. Se una persona ha la coscienza serena deve rimanere serena”. A proposito delle lacrime del leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, nel giorno della ricorrenza di Tangentopoli il ministro ha detto: “Il ritorno dei sentimenti è importante, le lacrime sono tornate nella politica e quelle di Di Pietro erano lacrime di rabbia perché si è sentito aggredito pensando di aver fatto bene. Ma è un tipo di sofferenza che accomuna tutti i politici che stanno facendo del bene e soffrono per le critiche che ricevono. Capita anche a me. Tangentopoli è stato un fenomeno giudiziario importante che ha fatto emergere un fenomeno criminale importante, quello del finanziamento illecito dei partiti e dei vantaggi illeciti”. Il passato insegna ma il presente è in egual modo pericoloso e delicato: “Oggi in Italia  succede qualcosa di nuovo. Si parla di corruzione come di un fenomeno dilagante in Italia. Credo che la corruzione di un tempo sia a un certo punto scemata, ma poi ha ripreso vie diverse. L’appropriazione indebita (rievocando tra le righe il ‘caso Lusi’) si è spostata all'interno della Pubblica Amministrazione ed è lì che bisogna intervenire”.
Nel corso della trasmissione è arrivata anche le replica del ministro Severino alla richiesta di inasprimento delle pene riguardanti la corruzione formulata dal capo della Procura di Milano, Edmondo Bruti Liberati:Bisogna ragionare e posso anche concordare perché le pene non possono essere lasciate al caso ma devono essere adeguate al bene giuridico tutelato. Mi sembra corretto, dunque, porre mano alla revisione delle pene”.  



A cura di : Pietro Giunti


Tags : Giustizia, corruzione, mani pulite, tangentopoli, Severino, Di Pietro, Idv, Bruti Liberati, Pa

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