
20/02/2012
Social network, collocamento 2.0: i cacciatori di teste lo utilizzano nella ricerca di personale
I social network in testa alle preferenze dei responsabili delle risorse umane ci sono Linkedin, specifico per il mercato del lavoro, e Facebook

Far parte di una comunità virtuale può aiutare a mantenere i contatti con le persone che, a vario titolo, hanno lasciato una traccia nella nostra esistenza. Ma oggi i social network sono diventati anche una vera e propria vetrina, alla quale i cacciatori di teste attingono con sempre maggiore frequenza per la ricerca di personale: "Il sistema dei social network è molto utilizzato nella ricerca di personale, perché è più rapido e permette di raccogliere una quantità di informazioni di vario tipo; incrociando i canali per la ricerca, infatti, si ottengono informazioni incrociate" conferma Silvia Achilli, Hr specialist di Capgemini.
I social network in testa alle preferenze dei responsabili delle risorse umane ci sono Linkedin, specifico per il mercato del lavoro, e Facebook. Piattaforme che rispondono a esigenze diverse ma complementari, come afferma Achilli: "Sicuramente Linkedin è il social network specifico per ricerche di carattere professionale, ma viene supportato anche da altri canali. Per esempio, si può ricevere un curriculum vitae tramite un canale tradizionale, approfondire le informazioni attraverso Linkedin e metterle a confronto con un eventuale profilo Facebook. In questo modo -sottolinea- è più facile ottenere una maggiore coerenza della candidatura, grazie, appunto, a una serie di elementi incrociati che funge da ulteriore filtro alla ricerca".
Ma in che modo i responsabili delle risorse umane utilizzano tali strumenti? "Linkedin -spiega Achilli- lo utilizziamo in vario modo, sia con degli account business, che consentono di fare delle ricerche mirate rispetto alle esigenze di recruiting, sia pubblicando annunci direttamente sul profilo del candidato o sui gruppi che per necessità lavorative frequentiamo". E poi c'è la ricerca per parole chiave, "una delle prime modalità utilizzate, per cui s'inserisce banalmente la competenza chiave che si sta cercando e salta fuori una lista di candidature che contengono quella parola chiave all'interno del profilo. E questo è il primo tentativo, con una ricerca avanzata, altrimenti si pubblica un annuncio specifico, nel quale si identifica la figura che si sta ricercando".
Facebook, invece, arriva in seconda battuta, per "integrare, confrontare, ampliare le informazioni raccolte", spiega Achilli. "E poi l'azienda lo può utilizzare -aggiunge- anche per inserire contenuti utili e interessanti per il target cui si rivolge, ovvero un target di giovani, neolaureati, il profilo che maneggia questo social network con maggiore confidenza. Dunque, se Linkedin è utilizzato per i profili più 'skillatì, Facebook è l'ideale, invece, per la ricerca di profili junior".
Achilli, infine, elargisce qualche consiglio per l'utilizzo dei social network che, se utilizzati in modo non coerente, o non attivo, possono essere controproducenti per i candidati.
I social network, per essere funzionali alla ricerca di lavoro, hanno bisogno di essere seguiti dall'utente e osservando determinate regole: "Linkedin consente di fare una prima scrematura tra i profili dormienti e quelli più attivi che, cioè, si mettono in condizione di essere ricercati. Bisogna essere connessi; a volte, infatti, accade che le persone non rispondono, hanno scarsa proattività nei confronti di una richiesta. Se vi cercano, dunque, fatevi trovare, rispondete".
Infine, l'altro suggerimento è di dare un'immagine coerente di sé, ma ricordando che "Linkedin è un canale più professionale, mentre si può osare su Facebook, strumento 'social' che utilizza, da sempre, un'interazione più spontanea". Il che significa, possibilmente, "utilizzare due foto diverse, soprattutto se quella su Facebook, per esempio, è in bikini".
A cura di : Francesco Ruoppolo
Tags : social network, collocamento, cacciatori testre, head hunter, ricerca personale