21/02/2012
Atene avrà dall’Eurogruppo il secondo pacchetto di aiuti internazionali necessari a garantire il salvataggio dell’economia del Paese. Non è stato facile mettere d’accordo tutti. Ne è scaturita una discussione durata 12 ore, nelle quale i ministri delle Finanze hanno riconfermato perplessità e dubbi su di un piano rimasto non scontato sino alla redazione del comunicato d’ufficializzazione. Ad entrare nel dettaglio è stato il presidente Jean Claude Juncker. Si tratta di 130miliardi di euro e la rinuncia dei relativi creditori privati per 107 miliardi di euro. L’obiettivo è quello di dare una brusca frenata (con annessa retromarcia) al rapporto debito pubblico - Pil greco, oggi al 160%. Entro il 2020 la soglia di rientro dovrà essere del 120%. Date le circostanze, è stata raggiunta anche l’intesa tra il governo di Papademos e la Bce sul taglio degli interessi del primo pacchetto di aiuti. Proprio la Bce, inoltre, rinuncerà agli introiti derivanti dai titoli del debito greco acquistati negli ultimi due anni e li “devolverà” alle banche centrali nazionali che finanzieranno i governi.
Sulla necessità di una sorveglianza rafforzata d’ora in avanti per la Grecia ha parlato il presidente della Bce, Mario Draghi: “È molto importante che l'attuazione del programma da parte di Atene sia adeguatamente monitorata”. Sul ruolo del Fondo monetario internazionale il direttore generale, Christine Lagarde, ha così commentato: “L’Eurogruppo si aspetta che sia significativo. Lo decideremo alla prossima riunione del Consiglio di amministrazione”. Soddisfatto anche il presidente del Consiglio italiano, Mario Monti, secondo il quale l’accordo di salvataggio raggiunto è il segno che “l’Europa funziona quando vuole”. A gioire più di tutti, tuttavia, è il premier tecnico incaricato, Lucas Papadeoms: “Sono molto contento. Ora sta a noi attuare il programma di risanamento economico concordato per tempo e in maniera efficace. Sono convinto che il governo che si insedierà dopo le elezioni di aprile, sarà ugualmente impegnato a rispettare appieno il programma, perché è nell'interesse del popolo greco”.
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