
21/02/2012
Online i redditi dei «tecnici»: per Passera dai 3,5 milioni di Intesa ai 220mila da ministro
Sui siti della presidenza del Consiglio e dei singoli ministeri, i redditi dei componenti della squadra di governo. Alla titolare dell'Interno, Cancellieri, un compenso lordo annuo di 183 mila euro
Operazione trasparenza al via per il governo. Sono online da oggi, sui siti della presidenza del Consiglio e dei singoli ministeri, i redditi dei componenti della squadra del premier Mario Monti. Il caso che si segnala con immediatezza, per la variazione di reddito rispetto allo scorso anno, è quello del ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. Il quale, a quanto risulta dalla propria posizione patrimoniale e reddituale, nel 2011 ha dichiarato circa 3,5 milioni. Da ministro però il compenso scenderà a 220mila euro circa.
Da Via Venti Settembre al Viminale, cambiano anche gli emolumenti. E infatti per il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri c'è un compenso annuo lordo di 183 mila euro.
Intanto, dopo aver annunciato con orgoglio la novità, il presidente del Consiglio sottolinea che le dichiarazioni patrimoniali diverranno pubbliche «anche se la legge non lo richiede» e rilancia: «Proporrò che tutto il personale politico e amministrativo di alto livello si sottoponga a qualcosa di analogo».
Facendo eco alle parole del Profesore, il ministro Filippo Patroni Griffi ha detto che entro il 31 maggio il governo varerà un decreto per alleggerire le buste paga dei manager delle società partecipate dallo Stato e dunque Poste, Ferrovie, Coni, Rai, Enav, Anas, e via discorrendo. E un'altra legge è allo studio per rendere trasparenti anche i patrimoni dell'alta dirigenza pubblica.
Molto è stato fatto e molto, ammette Monti, c'è ancora da fare. Il numero delle auto blu, che pure resta «sconfinato», è stato ridotto del 13 per cento. E agli stipendi dei manager della pubblica amministrazione è stato posto un «doveroso tetto» di 305 mila euro. «Ma non sono sicuro - qui il premier punzecchia i giornalisti - che qualcuno dei castologi se ne sia accorto».
Di certo se n'è accorto il Parlamento, da giorni in grandissima agitazione per la scure che sta per abbattersi sugli emolumenti dei grandi manager pubblici. Camera e Senato hanno chiesto alla Ragioneria generale dello Stato un elenco con centinaia di stipendi che sforano il limite dei 304.951,95 euro, quanto spetta al primo presidente della Corte di Cassazione. Nell'attesa del «listone» invocato dal Parlamento, Patroni Griffi con una circolare ha sollecitato i supermanager ad autodenunciarsi: «Le risposte dovranno pervenire tempestivamente e comunque non oltre il 23 febbraio». La data non è casuale, giovedì Patroni Griffi sarà ascoltato dalle commissioni congiunte Affari Costituzionali e Bilancio della Camera, chiamate a fornire entro il primo marzo un parere sulla controversa interpretazione delle nuove norme del decreto salva Italia. «Allo stato non sono previste eccezioni», assicura il ministro. Anche Monti è determinato a non cedere, ma sa bene che la sua scure non avrà conseguenze indolori. «Nei prossimi tempi - prevede il premier - faremo fatica a trovare professionalità di alto livello per alcune funzioni della pubblica amministrazione».
A cura di : Francesco Ruoppolo
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