21/02/2012
Combattere gli evasori del fisco per recuperare quelle risorse economiche necessarie per risollevare il Paese con nuove e importanti riforme strutturali. Sembra essere questo l’obiettivo della bozza del dl presentata dal governo Monti. Diverse le novità nel testo così come i punti disattesi. Il capitolo tanto discusso sul pagamento dell’Ici da parte della Chiesa ad esempio, non è stato toccato.
A partire dal 2014 dopo il raggiungimento del pareggio di bilancio (fissato nel 2013), le risorse recuperate dalla lotta all'evasione fiscale verranno destinate a misure a favore delle fasce deboli, con “particolare riferimento all'incremento delle detrazioni fiscali per i familiari a carico”.
Novità per i commercianti poco inclini all’emissione dello scontrino: “L’Agenzia delle entrate - si legge - elabora, nell'ambito della propria attività di pianificazione degli accertamenti, liste selettive di contribuenti, i quali siano stati ripetutamente segnalati in forma non anonima all’Agenzia stessa o al Corpo della Guardia di Finanza in ordine alla violazione dell’obbligo di emissione della ricevuta fiscale o dello scontrino fiscale, ovvero del documento certificativo dei corrispettivi”. Una sorta di black list, dunque, che potrebbe mettere a rischio l’attività in caso di reiterata violazione.
A decadere d’ufficio, invece, saranno le partite Iva inattive: “L’Agenzia delle Entrate sulla base dei dati e degli elementi in possesso dell’Anagrafe tributaria, individua i soggetti titolari di partita Iva che, pur obbligati, non abbiano presentato la dichiarazione di cessazione di attività e comunica agli stessi che provvederà alla cessazione d'ufficio della partita Iva”.
Inasprite le sanzioni per gli evasori scoperti a trasferire capitali nei paradisi fiscali, con multe fino al 40% (nel dettaglio, da 5% al 20% per importi fino a 10mila euro e dal 20% al 40% oltre i 10mila euro). La sanzione non potrà essere inferiore in ogni caso a 100 euro.
Modificato infine il sistema di rilevazione fiscale. Non varrà più lo spesometro per gli acquisti e i servizi ai fini Iva oltre 3mila euro per i quali torna invece l’elenco clienti e fornitori che obbliga a comunicare al fisco tutte le transazioni effettuate con l'obbligo di emissione della fattura. “L’obbligo di comunicazione delle operazioni rilevanti ai fine dell’imposta sul valore aggiunto per le quali è previsto l’obbligo di emissione della fattura - si legge nella bozza - è assolto con la trasmissione, per ciascun cliente e fornitore, dell'importo di tutte le operazioni attive e passive effettuate. Per le sole operazioni per le quali non è previsto l'obbligo di emissione della fattura la comunicazione telematica deve essere effettuata qualora le operazioni stesse siano di importo non inferiore ad euro 3.600, comprensivo dell'imposta sul valore aggiunto”.
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