21/02/2012
"Non vogliamo abolire l'articolo 18. Il reintegro deve rimanere in casi discriminatori, ma vogliamo poter licenziare chi non fa bene il proprio lavoro". A dirlo è stata Emma Marcegaglia, Presidente di Confindustria, durante il suo intervento nel corso del convegno "Industria Metalmeccanica: la ripresa passa da qui".
La modifica dell'art.18 non risolve il problema della crescita, sostiene il Presidente degli industriali, ma è necessaria una maggiore flessibilità in uscita perché aiuta le imprese e i lavoratori. Una riforma in questo senso renderebbe infatti il mercato del lavoro più fluido. E aggiunge: “Fino a quando non si potrà licenziare un fannullone” in Italia non si investirà. “Se un'azienda ha problemi economici deve poter cambiare gli assetti occupazionali, ma vogliamo lavorare anche sui licenziamenti disciplinari. Vorremmo avere un sindacato che tuteli i bravi lavoratori e che non protegga gli assenteisti, i ladri e chi non fa il proprio mestiere”.
Nell’attuale situazione di crisi il numero uno di Confindustria chiede che per almeno due anni non vengano toccati gli attuali ammortizzatori sociali. E assicura: “Non siamo contrari a ragionare su una nuova architettura, ma non in questo momento”.
Infine afferma che gli industriali chiedono una revisione della flessibilità cattiva in entrata. Esistono false partite Iva che vengono trasformate in assunzioni a tempo determinato. “Non vogliamo la precarietà, ma c'è anche una flessibilità buona come il part time, i contratti a termine e di somministrazione".
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