22/02/2012
La riforma del mercato del lavoro è indispensabile e va fatta con il massimo della condivisione delle parti sociali. A ribadirlo è Pierluigi Bersani, segretario del Partito Democratico, nel corso del Tg3. È la prima volta che il leader democratico in qualche maniera si contrappone a Monti da quando è nato il nuovo esecutivo tecnico. Le parole del premier di qualche giorno fa (“farò la riforma del mercato del lavoro con o senza l’appoggio dei sindacati”) sono state mal digerite dagli ambienti di centrosinistra che hanno “preteso” una presa posizione da Bersani. “Non condivido la tesi di andare avanti anche senza accordo. Se non ci sarà accordo - ha sottolineato il segretario - il Pd valuterà in Parlamento quel che viene fuori sulla base delle nostre proposte. Vogliamo vedere quello che viene fuori”. “Non condivido le parole di Monti sul proseguire comunque - ha poi rincarato Bersani - perché oggi è importante tanto la riforma e l’innovazione, quanto la coesione. Oggi c’è bisogno di fare una scommessa assieme e il governo deve essere impegnato a trovare l'accordo”. Sollecitato sulla possibilità che Monti possa essere presentato alle prossime elezioni come candidato “politico” del centrodestra, Bersani commenta: “Voglio predisporre il partito come alternativa non a Monti ma alla destra. Dopo di che Monti e i suoi ministri potranno decidere con che polmoni respirare”.
La replica al segretario dei democratici è arrivata da Angelino Alfano al Tg5: “Se un partito ha deciso di appoggiare il governo, lo ha fatto perché sa che l'esecutivo non si farà condizionare. Diremo al governo di andare avanti sulla riforma del mercato del lavoro”. A proposito dell’incontro di questa mattina tra Berlusconi e Monti, Alfano ha spiegato: “Per prima cosa il governo trovi il sistema affinché lo Stato possa pagare le piccole e medie imprese verso cui è debitore. In secondo ruolo, anche le banche devono fare la loro parte dando credito alle famiglie e alle imprese”.
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