22/02/2012
Nonostante l’accordo raggiunto per il salvataggio del Paese, il destino della Grecia è ancora appesa ad un filo. I paletti imposti dalla troika “Ue-Bce-Fmi” ha avuto l’effetto di diffondere ancor di più il malcontento tra il popolo, stremato dai continui e pesanti tagli degli ultimi mesi. In giornata è prevista una nuova manifestazione di protesta in piazza Syntagma, vero e proprio simbolo di Atene. Ad indirla i due più importanti sindacati, il Gsee (rappresentanti del settore privato) e l’Adedy (rappresentanti del settore pubblico). Previsti dunque nuovi disordini in contemporanea con il voto in Parlamento che adotterà ulteriori restrizioni nella spesa pubblica andando ad agire “di forbice” sugli stipendi e sulle pensioni di anzianità. Non si sa ancora fino a che punto il governo Papademos riuscirà ad obbedire ai diktat provenienti da Bruxelles. Molto probabilmente l’obiettivo non sarà raggiunto entro aprile, mese nel quale ci saranno nuove elezioni. Appuntamento al quale la Grecia si prepara nell’assoluta incertezza, dato lo scarso appeal dell’attuale classe dirigente.
A felicitarsi del buon esito dell’operazione “anti-default”, per ora, sono stati i leader europei. Barroso e Juncker sono convinti che, con l’approvazione del piano “salva Grecia”, la permanenza del Paese nell’Eurozona non è più un discussione. Persino il presidente americano Obama ha voluto congratularsi con la Cancelliera, Angela Merkel, per le “importanti decisioni assunte”.
La pensano diversamente gli analisti che sono convinti del fatto che l’Europa stia prendendo solo tempo per neutralizzare l’effetto contagio al quale sono esposti diversi Stati del Vecchio Continente.
Grecia, l'Eurogruppo sblocca la seconda tranche di aiuti. Atene per ora è salva