
Quanto è difficile trovare un posto di lavoro. Sembra questo il principale problema di tanti italiani impegnati a ricercare un’occupazione adeguata alle proprie competenze.
Eppure, a dispetto della crisi, il Sistema informativo di Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro dimostra che se scovare un lavoro oggi non è impresa facile, ci sono casi in cui i lavoratori in grado di svolgerlo sono vere e proprie rarità. Circa 117mila quelli considerati di difficile reperimento dal totale delle imprese dell’industria e dei servizi, di cui 28540 quelli richiesti dalle aziende artigiane.
Al vertice di questa speciale classifica di “introvabili” ci sono gli idraulici per i quali le imprese artigiane mettono in conto oltre dodici mesi di ricerca. Ma difficile da ingaggiare sono anche i farmacisti, gli sviluppatori di software, gli infermieri, i progettisti meccanici e metalmeccanici. Tra le professioni intermedie, le aziende necessitano di addetti alla reception e di operatori di mensa. Tra gli operai specializzati, spicca la carenza di carpentieri. Nella categoria delle “rarità” anche i tornitori e gli autisti di pullman, mentre per le imprese artigiane lo stesso dicasi per copritetti e i pavimentatori, che si aggiungono all’assenza di parrucchieri ed estetisti.
“La delicatezza del contesto economico - sottolinea il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello (foto) - mette ulteriormente in luce il difficile incontro tra domanda e offerta del lavoro: il lavoro viene offerto dalle imprese ma queste ultime hanno talvolta, e soprattutto per alcune professioni, grandissima difficoltà a trovare il candidato con i requisiti giusti. Sempre più preziosa, quindi, diventa la possibilità di integrare meglio il momento della formazione scolastica e universitaria con quello della formazione sul lavoro, valorizzando quindi tutte quelle modalità che consentano di avvicinare i giovani alla realtà delle imprese, attraverso, ad esempio, percorso di alternanza scuola-lavoro, stage e tirocini formativi”.
In generale, si ha maggiore difficoltà a reperire candidati per le professioni high skill intellettuali, scientifiche, tecniche, operaie e quelle qualificate nelle attività commerciali e nei servizi. Diversi i fattori che contribuiscono ad ampliare il divario tra domanda ed offerta: dalla richiesta di competenze specifiche alla poca propensione ad accettare profili professionali meno gratificanti.
Sono 59 i profili che, contando mille assunzioni totali previste, presentano difficoltà di reperimento superiori alla media. Tra le professioni a maggior qualificazione si incontrano i farmacisti (circa 600 gli introvabili). Nel livello medio, invece, quasi quattro addetti alla reception su dieci.
Le figure più ricercate delle imprese artigiane ,infine, (in valori assoluti) sono i parrucchieri, gli estetisti, gli idraulici (come già detto in precedenza) e i posatori di tubazioni idrauliche e del gas.
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