17/10/2011
Bankitalia: c'è il debito pubblico dietro l'intensità della crisi che ha colpito il nostro Paese
Secondo il bollettino di Via Nazionale, per mettersi al riparo dalle turbolenze dei mercati il nostro Paese deve puntare su risanamento dei conti e riforme strutturali. Ad agosto il debito pubblico è sceso sotto i 1900 miliardi di euro
Arriva una buona notizia dal fronte dei conti pubblici. Nel mese di
agosto, il debito pubblico italiano è sceso nuovamente sotto l'asticella
dei 1900 miliardi di euro superata a giugno. Il dato è stato diffuso
dal Supplemento al Bollettino statistico della Banca d'Italia, secondo
cui il debito nel periodo considerato ha conosciuto una riduzione di
oltre 10 miliardi, portandosi a 1.899,553 miliardi rispetto ai 1.911,769
di luglio. In particolare, nei primi 8 mesi del 2011 le entrate
tributarie sono state pari a 250,079 miliardi di euro, con un incremento
del 2,38% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Il
bollettino di Via Nazionale si ferma qui con le novità incoraggianti.
Nell'analisi curata da Bankitalia viene posto l'accento sui motivi che
hanno esposto agli effetti della crisi economica internazionale il
nostro Paese. Tra i punti di criticità che fanno da zavorra alle
velleità di crescita della nostra economia, l'elevato debito pubblico si
segnala come il problema di natura strutturale da risolvere con
maggiore urgenza. Nel bollettino si legge, infatti, che «l'Italia ha
risentito in misura particolarmente accentuata dell'evoluzione
dell'economia globale e delle turbolenze sui mercati». Il documento
della Banca d'Italia spiega che «nonostante la sostanziale solidità del
sistema bancario, il ridotto livello di indebitamento delle famiglie e
l'assenza di significativi squilibri sul mercato immobiliare, il nostro
paese è stato investito dalla crisi con particolare intensità per
effetto dell'elevato livello del debito pubblico, della forte dipendenza
dell'attività economica dall'andamento del commercio internazionale e
delle deboli prospettive di crescita nel medio termine». I differenziali
di rendimento, si legge, «rispetto al Bund tedesco dei titoli di Stato
di molti paesi dell'area, tra i quali l'Italia e la Spagna, dopo una
flessione in agosto hanno nuovamente raggiunto livelli molto elevati in
settembre».
Per invertire la rotta, l'istituto di Via Nazionale ha una sua ricetta semplice ed essenziale che richiama «l'urgenza di politiche economiche che assicurino il risanamento dei conti pubblici» e che «affrontino le debolezze strutturali per sospingere la crescita».
La situazione dei conti pubblici, in mancanza di un intervento, rischia di incidere «in misura crescente sulle condizioni di accesso al credito», e questo nononstante «le condizioni di fondo delle banche italiane rimangono solide».
A cura di : Francesco Ruoppolo
Fonte : Redazione OIPA Magazine
Tags :
Bankitalia, debito pubblico, crisi, bollettino statistico, risanamento, riforme strutturali