“Diffondere la cultura del rispetto del pagamento, altrimenti si mette a rischio tutto il sistema Paese”. Questo il messaggio di
Antonio Persici (foto), presidente di
Unirec, l’Unione nazionale imprese a tutela del credito, in una
intervista rilasciata al settimanale economico Il Mondo.Persici ha illustrato i numeri di un settore, quello della tutela del credito, in continua crescita nonostante la congiuntura economica controversa. Il motivo principale è che il fenomeno dei
ritardi nei pagamenti è ormai diventato malcostume sociale oltre che economico.
Nello scorso maggio Unirec ha realizzato in collaborazione con
Il Sole 24 Ore e
Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici il
primo rapporto annuale dei servizi per la tutela del credito. L’analisi di Unirec parla chiaro: nel 2010 i suoi associati (che valgono 82% dei ricavi dell’intero comparto, ndr) hanno gestito più di 31 milioni di pratiche, con un incremento del 14% rispetto al 2009. Tradotto in euro parliamo di quasi 30,9 miliardi: una montagna. I crediti recuperati sono stati 16.752, il 53% del totale, contro il 46% dell’anno precedente.
Per quest'anno "ci aspettiamo un ulteriore aumento del valore dei crediti da recuperare tra i 32 e i 33 miliardi di euro", ha spiegato
Gianni Amprino, consigliere Unirec e autore del Rapporto.
Tuttavia per Unirec c’è ancora molto su cui lavorare: “
La legge che regola il settore risale al 1931 (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) e va riformata. In attesa dell’approvazione di un testo adeguato ai tempi - spiega Persici - collaboriamo con le istituzioni per migliorare e aggiornare la normativa esistente”. Prova ne è la costituzione di
Ebitec, primo ente bilaterale in Europa costituito tra un’associazione di imprese di recupero (Unirec) e una di consumatori (Adiconsum).
Il comparto si aspetta passi decisi da parte delle istituzioni. Questa estate è stata depositata alla Camera una proposta di legge sul settore a firma dei deputati
Mariarosaria Rossi e
Cosimo Ventucci: “Il testo - spiega Persici a
Il Mondo - contiene una riforma organica, nell’ottica della sussidiarietà: si stabilisce infatti l’istituzione di un organismo bilaterale di controllo e regolazione, responsabile della tenuta degli elenchi delle imprese e deputato a dettare norme sull’attività di recupero e a definire i requisiti formativi degli addetti. Unirec già sospende chi opera in maniera non consona, ma vorremo che fosse lo Stato istituisse un ente di controllo autonomo”.
Un altro problema che ostacola il regolare svolgimento dell’attività di tutela e recupero crediti e quello della riservatezza dei dati personali. “Siamo d’accordo con la tutela della privacy, ma è indispensabile anche tutelare il credito e diffondere la cultura del rispetto del pagamento. Se il cittadino si rifugia dietro la privacy per non far fronte ai propri impegni bisogna poter far qualcosa”, conclude Persici.

Il Rapporto Unirec “ci mostra nei primi mesi del 2011 una crescita del 6% rispetto al numero di pratiche dello stesso periodo dell’anno precedente”, ricorda
Davide Carmine Cardogna (nella foto accanto), responsabile divisione Pa di
Euro Service, una delle principali aziende del comparto. “Capita sempre più spesso - spiega Cardogna a
Il Mondo - che ci troviamo di fronte a debiti non pagati a causa di licenziamenti e cassa integrazione, ma va detto che in Italia c’è una scarsa educazione al pagamento. Non dimentichiamoci - continua - che il primo debitore è la Pubblica amministrazione:
sui 280 miliardi di debito delle amministrazioni pubbliche europee nei confronti delle aziende fornitrici, quasi un terzo (tra 60 e 80 miliardi) riguarda quella italiana".