
Una parola piccola che rischia di provocare grandi danni al mercato immobiliare. Imu sta per Imposta municipale unica, ed è stata introdotta dal decreto salva Italia con un anno di anticipo rispetto al previsto. È in vigore dal primo gennaio e i suoi primi effetti, stando almeno alle reazioni del mercato, non si sono fatti attendere. Il ritorno della patrimoniale sull'abitazione principale e l’inasprimento di quella sulle seconde case sono stati accolti da un generale moto d’apprensione per le conseguenze che possono comportare sul comparto edilizio. Intanto chi ha acquistato o ha intenzione di acquistare una casa dovrà sommare, ogni anno, altre centinaia di euro alla spesa del mutuo. Un dettaglio che ha indotto alla riflessione più di un acquirente che, magari, sta in affitto a prezzi più che ragionevoli, fuori dai centri maggiori. In particolare, sulle seconde case, dove l'aliquota Imu è quasi doppia rispetto a quella sull'abitazione principale, il peso rappresenta quasi un mese di affitto di una casa vacanza nello stesso posto. E allora mantenere un'abitazione al mare o ai monti può cominciare a diventare un lusso insopportabile dal punto di vista dei semplici conti economici della famiglia: tra manutenzione, condominio e Imu forse conviene vendere una casa che si usa solo un mese o due all'anno, e andare in affitto. Cambi d'orizzonte pesanti, che possono spostare decine di miliardi d'investimenti anche facendoli uscire da un settore già in cattiva salute.
D'altra parte, chi, invece, è proprietario, deve confrontarsi con l'Imu che non è rimborsabile dall'inquilino, oltretutto in una congiuntura del mercato locativo che ha visto una discesa progressiva dei canoni. Non solo: la constatazione che un affitto abitativo rende ormai meno del 2% netto potrebbe indurre a una riflessione pesante anche i piccoli investitori (per non parlare di quelli grandi): gli effetti dell'Imu su un mercato già molto ingessato potrebbero essere di un'ulteriore depressione, non tanto sulla possibilità che prezzi di vendita e canoni di locazione scendano ancora ma proprio in termini di blocco del mercato. Oltretutto, per chi invece tiene sfitto, è sparito l'incremento di un terzo dell'Irpef (assorbita dall'Imu), quindi non esiste alcuna penalizzazione per chi non loca l'immobile. Un pericolosissimo invito all'affitto in nero.
Tutto questo, tra l'altro, sotto i timori per la riforma delle tariffe d'estimo: un allineamento degli attuali valori catastali a quelli di mercato, sia dal punto di vista della proprie che della locazione (il disegno di legge delega è allo studio dell'Economia) provocherebbe un nuovo terremoto e, se non venissero rapidamente cambiate le attuali regole sulle aliquote dell'Imu, il mattone comincerebbe a scottare nelle mani di famiglie e investitori. Forse non è un caso se la riforma, annunciata un mese fa, è rimasta ferma.